2008/09/28

Ipse dixit: Eric Hufschmid e il "movimento intestinale per l'11/9"

di Paolo Attivissimo

Chiunque abbia coniato l'espressione "il movimento intestinale per l'11/9" ha creato un modo sgradevole ma preciso di descrivere le stronzate che scaturiscono dalla maggior parte delle organizzazioni per l'11/9 e dai cosiddetti "ricercatori della verità".


– Eric Hufschmid, complottista, collaboratore di Jimmy Walter (il milionario autore di "Confronting the Evidence" trasmesso da Raitre) e relatore insieme a Giulietto Chiesa e Massimo Mazzucco alla conferenza internazionale "11/9 Menzogna Globale" (Bologna, 2006). Citazione tratta da Erichufschmid.net, novembre 2007.

In originale:

Whoever came up with the expression "The 9-11 Bowel Movement" created an unpleasant but accurate way of describing the BS that comes from most of the 9-11 organizations and the 9-11 "Truth Seekers".


2008/09/25

Via Undici Settembre 2001

di mother

Il comune di Spinea, già all'onore della cronaca quest'estate per essere il luogo in cui è cresciuta la campionessa di nuoto italiana Federica Pellegrini, ha deciso di dedicare una via alla tragedia dell'11 settembre 2001, in ricordo delle migliaia di vittime innocenti che perirono nell'attentato.

La via, chiamata fino ad oggi "tangenziale nord" in ambito progettuale, ha lo scopo di far uscire il traffico che percorre il centro cittadino, portandolo a seguire un lungo percorso intorno a tutto l'abitato storico.

Sfortunatamente i lavori per il completamento dell'opera procedono a rilento, come sottolineato dallo stesso assessore all'urbanistica del Comune. Non mancano neppure pareri discordi sull'efficacia dell'opera, visto che dovrebbe spostare circa 30.000 veicoli transitanti al giorno verso Mestre, facendo loro percorrere oltre un chilometro in più di tragitto.

La cerimonia per intitolare la via "11 settembre 2001" doveva svolgersi sabato 13 settembre. In tale data avrebbero partecipato il coro Una voce diretto da Monica Barviero, l'orchestra giovanile di Spinea diretta dal maestro Victor Sasu, il soprano Eva Eron ed il tenore Omar Camata. Sfortunatamente il maltempo prolungato e la temperatura, precipitata di quasi 10°C, hanno costretto l'amministrazione a rinviare la cerimonia al 21 settembre.

Il 21 settembre, il ministro Brunetta e l'assessore Renato Chisso hanno inviato alla cerimonia un messaggio di scuse per la mancata partecipazione e di ringraziamento per il gesto simbolico compiuto dal comune di Spinea.

Erano presenti alla cerimonia una rappresentanza dei pompieri americani della base di Aviano, la Guardia d'Onore Americana, il comandante della base Usa di Aviano, il Colonnello David Slade, ed il console americano a Venezia, Megan Jones.

Alla presenza di circa una cinquantina di spettatori, e praticamente nessun dietrologo/911 truther mescolato fra la folla, è stato reso onore alle vittime della tragedia dell'11 settembre 2001 e diniego ai nuovi attentati di matrice terroristica che ancor oggi insanguinano il mondo (come il recentissimo attentato al Marriot Hotel ad Islamabad).

Il console Megan Jones ha ricordato nel suo discorso quanti innocenti di tutte le nazionalità siano stati uccisi nel giorno degli attentati, fra cui decine di italo-americani, e inoltre come siano andate distrutte circa 400 società di oltre 20 paesi diversi, alloggiate nel World Trade Center 1 e 2.

Fra queste società c'era anche una sede della Bank of America, nata nei primi del '900 dalla Bank of Italy, fondata dall'immigrato italiano Amedeo Giannini.

Il tutto si è concluso con un rinfresco offerto dal Comune, sul cui sito si possono consultare l'annuncio della cerimonia, un articolo a tema e un servizio video. Il sito della base di Aviano presenta alcune fotografie dell'evento.

2008/09/24

Corsi e ricorsi: i caccia di Andrews

di John - www.Crono911.org

Un recente articolo dell'Herald Tribune intitolato Real Heroes, Fake Stories ("Veri eroi, finte storie") ci offre l'occasione per proporre alcune riflessioni sul modo in cui il trascorrere del tempo induce a far confusione tra fatti e vicende dell'11 settembre e a ripercorrere strade già abbondantemente esplorate anni addietro.

L'Herald Tribune ci racconta la storia di un pilota da caccia della base aerea di Andrews, il Maggiore Billy Hutchison, che al rientro da una missione addestrativa la mattina dell'11 settembre apprese che il volo United 93 stava puntando su Washington D.C. e pertanto decise di tornare in volo per intercettarlo, armato di poche munizioni da esercitazione e con i serbatoi a corto di carburante. La storia vuole anche che Hutchison, pronto a schiantarsi con il proprio caccia contro United 93 se necessario, riuscì a inquadrare il velivolo dirottato sul proprio radar.

Alla fine, l'Herald Tribune rivela la verità: la storia è falsa e quei volponi dei suoi giornalisti l'hanno scoperto leggendo attentamente il Rapporto della Commissione d'Inchiesta sui fatti dell'11 settembre, dal quale si evince che Hutchison decollò dopo che United 93 era già precipitato.

Bene, bravi i giornalisti dell'Herald, ma è davvero difficile credere che Hutchison abbia potuto spacciare una simile corbelleria.

Innanzitutto il Rapporto della Commissione è stato pubblicato nel 2004, quindi la successione cronologica dei fatti è ben documentata da un bel po' di tempo.

Ma la cosa più sconcertante è che Aviation Week, già dai primi di settembre del 2002, pubblicava una dettagliata intervista ai piloti della base aerea di Andrews, dalla quale risultava in maniera molto chiara la sequenza dei fatti. Hutchison fu veramente inviato verso Washington a intercettare United 93, senza munizioni e con pochissimo carburante a bordo, circostanza che non lascia aperte molte ipotesi sul modo in cui avrebbe potuto fermare quell'aereo.

I caccia della base di Andrews (compreso, ma non solo, quello di Hutchison), spiega Aviation Week, arrivarono sulla capitale dopo i caccia di Langley, e quindi dopo le 10.00.

Anche i tracciati radar (recentemente resi pubblici) mostrano che Hutchison e gli altri piloti di Andrews arrivarono su Washington dopo le 10:38, quando United 93 si era da tempo distrutto in una campagna di Shanksville.

Il motivo per cui Hutchison (e molti altri protagonisti di quella giornata) credettero di poter intercettare United 93 sta semplicemente nel fatto che la FAA continuò a tracciare la rotta in avvicinamento del velivolo, ben dopo che questo era precipitato, basandosi su una proiezione grafica e non sull'effettiva posizione dell'aereo.

Probabilmente Hutchison agganciò qualcos'altro sul proprio radar: forse il jet privato inviato dal controllo aereo a sorvolare l'area in cui era sparito United 93.

Hutchison non è stato l'unico a essere stato indotto in errore dalla proiezione di rotta della FAA: il Ministro dei Trasporti Mineta, ad esempio, ha sempre sostenuto che quell'aereo in avvicinamento fosse addirittura il volo American 77, che invece sappiamo essersi schiantato contro il Pentagono ancora prima (link).

E l'Herald pecca di un altro giudizio superficiale quando "scopre" che non fu Mineta a dare l'ordine di far atterrare tutti gli aerei civili in volo sugli Stati Uniti, ma fu il manager della FAA Ben Sliney.

Le due cose sono entrambe vere: la FAA aveva ordinato di far atterrare tutti gli aerei, lasciando però ai piloti un certo margine di discrezionalità in ordine a tempi e modalità per eseguire l'ordine, mentre Mineta intervenne a ordinare che i piloti dovessero atterrare immediatamente senza lasciare loro margini di discrezionalità.

Inoltre Mineta (e solo lui poteva farlo) riuscì a strappare al suo omologo canadese l'autorizzazione a far atterrare sugli aeroporti del Canada i voli intercontinentali in arrivo negli USA: senza questa autorizzazione, i cieli americani non avrebbero potuto essere sgombrati altrettanto efficacemente e tempestivamente.

Le approssimate "rivelazioni" dell'Herald ci rammentano altri episodi: quello di Vanity Fair che annunciò lo scoop delle registrazioni audio delle conversazioni tra militari e centri di controllo aereo (che invece erano state già fedelmente trascritte nel Rapporto della Commissione) o quello della "scoperta" che l'aereo misterioso che sorvolò la Casa Bianca poco dopo l'impatto del Pentagono era un centro di comando volante E-4B (circostanza che invece risulta documentata in articoli e libri pubblicati vari anni prima della "scoperta").

In conclusione: è verosimile che molti testimoni abbiano ritoccato o adattato le proprie storie per millantare comportamenti eroici ed esperienze agghiaccianti... ma prima di sparare a zero su di loro accusandoli di aver mentito deliberatamente, sarebbe opportuno studiarsi a fondo documenti e rapporti, altrimenti si rischia di rimediare figure peggiori.

2008/09/22

Segnalazione articolo su "11-Settembre"

di Henry62

L'incidente aereo di Madrid dello scorso 20 agosto, in cui lo schianto in fase di decollo del volo 5022 della Spanair portò alla morte di 154 persone, è stato ripreso dalle telecamere dell'aeroporto.


Queste immagini non possono che ricordarci l'unica fotografia che ritrae lo schianto di UA93 a Shanksville:

Sull'argomento ho raccolto della documentazione che è consultabile a questo indirizzo:

"Shanksville vs Madrid: immagini a confronto"

2008/09/21

Pentagono, i "cinque metri" sbufalati graficamente

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Questo è il foro d'impatto nella facciata esterna nel Pentagono secondo il video Zero di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi. Nel video, Dario Fo scandisce l'ormai celebre “cinque metri, ripeto, cinque metri” che si è rivelato essere una delle panzane più macroscopiche e patetiche del cospirazionismo.



Sì, dico panzane, perché sono in circolazione ormai da anni fotografie che mostrano la breccia nella sua reale estensione, senza la provvidenziale copertura del getto degli idranti. Pensare che chi ha dedicato, a suo dire, anni alla ricerca sull'11 settembre non sappia dell'esistenza di queste fotografie è semplicemente ridicolo. O è il ricercatore più sprovveduto della storia, o è in malafede.

Qui sotto vedete una di queste immagini, tratta dal libro Pentagon 9/11. I lettori di Undicisettembre, a differenza dei guru del cospirazionismo, la conoscono bene, perché l'abbiamo presentata mesi fa (novembre 2007). Altre foto di questo genere erano disponibili anche prima, ma questa è finora la più nitida.



Basta guardare la breccia e raffrontarla con le dimensioni dei soccorritori per capire che parlare di cinque metri è, nel migliore dei casi, un'assurdità. Ma il mantra del “cinque metri, ripeto, cinque metri”, ripetuto per anni dai cospirazionisti, è talmente radicato che molti faticano a collocare quest'immagine nel suo contesto. C'è, per esempio, chi ribatte che la foto mostra la breccia dopo il crollo parziale della facciata, o che si riferisce a un altro punto del Pentagono.

Così ho preparato una sequenza di immagini che chiariscono il rapporto fra le due fotografie. Le due immagini, quella di Zero e quella di Pentagon 9/11, sono state messe in scala e allineate in modo da farne combaciare i punti di riferimento sulla facciata (finestre, colonne e spaccature). L'immagine tratta da Pentagon 9/11 è stata dilatata leggermente in orizzontale per compensare la differente angolazione e posizione di ripresa delle due fotografie. Proprio in virtù del punto di ripresa differente, l'allineamento vale con precisione per la facciata, ma non per gli oggetti situati più vicino al punto di ripresa (autopompa e generatore).

Il risultato è piuttosto eloquente e dovrebbe chiarire oltre ogni dubbio il contesto.









In video, consultabile anche in alta definizione:


Ecco. Uno dei capisaldi del cospirazionismo, una delle prove clou dell'intero impianto accusatorio nei confronti della ricostruzione comunemente accettata degli eventi, si rivela dunque essere una bufala totale, propagandata per anni come verità dai vari Dario Fo, Giulietto Chiesa, Massimo Mazzucco. Ed è troppo tardi per ritrattare, come stanno facendo frettolosamente alcuni di loro, dicendo che è "più vasta". Il passato non si cancella: è scolpito nei libri, nei DVD e nelle apparizioni televisive dei cospirazionisti. E noi non dimentichiamo.

Hanno spacciato per granitica certezza una fandonia. Vi hanno preso in giro, signori. Chiedete loro perché.


No, non è la facciata dopo il crollo


Nonostante le spiegazioni già fornite qui sopra, periodicamente si fa ancora vivo qualcuno che sostiene che l'immagine di Pentagon 9/11 mostra la facciata del Pentagono dopo il crollo avvenuto alle 10:10 circa. L'inquadratura più ampia mostrata nella fotografia qui sotto dovrebbe chiarire anche questo dubbio residuo: come si può vedere, lo squarcio al piano terra, ben più ampio di cinque metri, è visibile ma la facciata non è crollata. Anzi, seguendo la linea del cornicione si nota che non è più continua e orizzontale, ma presenta delle deformazioni nella zona che di lì a poco crollerà.



L'immagine qui sotto (schiarita per evidenziare i dettagli) mostra invece la facciata dopo il crollo. Si riconoscono facilmente gli elementi della facciata presenti nell'immagine precedente (in particolare le tre colonne di finestre sulla destra).

2008/09/20

Cruise vs 757

Testo di Paolo Attivissimo; grafica di ZeusBlue e Demis

Come seguito dell'articolo di confronto fra le caratteristiche di un Boeing 757 e quelle di un missile Cruise del tipo che molti cospirazionisti pensano abbia in realtà colpito il Pentagono, Demis e ZeusBlue hanno preparato questo chiarissimo raffronto in scala fra i due oggetti.



L'idea che tutti i testimoni oculari abbiano potuto vedere un'esile matita volante e credere invece di avere davanti agli occhi un aereo di linea emerge così in tutta la sua patetica stupidità.

2008/09/17

Come mai non si fa un faccia a faccia con Giulietto Chiesa?

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Come mai non c'è stato finora un confronto diretto, un faccia a faccia risolutivo, tra complottisti e debunker, tra Giulietto Chiesa e Undicisettembre, in qualche programma radio o TV o in qualche convegno?

Ce l'hanno chiesto in molti. Alcuni hanno malignato che fossimo noi a tirarci indietro; specificamente, che mi tirassi indietro io. Nossignore. Con il permesso degli interessati, lo posso dire chiaro e tondo: il faccia a faccia non si fa semplicemente perché appena Chiesa sente fare il mio nome, scappa come se io fossi l'Anticristo.

Non pretendo che mi crediate sulla parola. Chiedetelo ai diretti interessati. Chiedetelo per esempio a Miriam Giovanzana, direttore di Altreconomia, che lo invitò a partecipare a una conferenza congiunta a Milano il 10 settembre 2007. Come potete sentire nella registrazione, a 15 minuti dall'inizio, o direttamente nello spezzone qui sotto tratto da Arcoiris.tv, Giovanzana chiarì che

"vederlo sottrarsi a un momento di confronto è stata una grande delusione. Ci ha detto prima che con noi, che sosteniamo Bush, non ci parla, e questo ci ha fatto abbastanza anche arrabbiare oltre che stupire. Però di fatto il confronto non è stato possibile, e non per colpa nostra."



Ora basta andare a consultare il catalogo delle pubblicazioni di Altreconomia o di Terre di Mezzo, l'editore che ha pubblicato il libro "11 settembre - I miti da smontare" presentato in quell'occasione, per notare che chiamarli "sostenitori di Bush" è forse leggermente fuori luogo. Ma tant'è.

Chiedetelo a Elena Meynet di 12VDA.it, che organizzò un incontro a Verrès l'11 aprile 2008 e dovette spiegare al pubblico che Chiesa e altri interlocutori cospirazionisti erano stati invitati, ma avevano rifiutato perché c'ero io. Era stato proposto anche un faccia a faccia privato, lontano da microfoni e telecamere, per chiarire le rispettive posizioni e conoscersi meglio. Macché.

Chiedetelo alla redazione della trasmissione Modem, della Radio Svizzera di lingua italiana, che voleva avermi ospite in studio l'11 settembre scorso per discutere con Chiesa, ma l'europarlamentare ha rifiutato "in malo modo", come mi ha riferito la redazione, quando ha saputo che ci sarei stato io. Per cui la trasmissione ha avuto altri due ospiti.

Che c'è, Giulietto? Paura di trovarsi davanti, una volta tanto, un interlocutore preparato?

2008/09/19


Marco, redattore del giornale www.democrazialegalita.it, ha pubblicato il seguente commento ad un altro articolo, segnalando un ulteriore caso in cui Giulietto Chiesa ha rifiutato il confronto: "Posso confermare (ho ancora le email) che tentai di organizzare un dibattito faccia a faccia tra Attivissimo e Chiesa (che conosco-conoscevo personalmente), e che quest'ultimo rifiutò. Anzi, si occupò di rispondermi un suo stretto collaboratore. L'iniziativa, alla quale Attivissimo aveva gentilmente aderito, finì lì." Il luogo proposto era Firenze, ma a ottobre 2007 Marco e la sua collega Roberta dovettero rinunciare per il rifiuto di Chiesa.

Volo 77: altri documenti dalla FAA

di John - www.Crono911.org

Con una richiesta FOIA, John Farmer ottiene documenti e registrazioni dei centri di controllo del traffico aereo.

Altro "colpaccio" di John Farmer, webmaster del sito AAL77.com.

Dopo aver ottenuto i tracciati dei radar militari che hanno inquadrato tutti i quattro voli dirottati l'11 settembre, è la volta delle registrazioni dei centri di controllo che gestivano lo spazio aereo di Washington D.C., ottenute con una richiesta FOIA avanzata alla FAA, l'ente che amministra il traffico aereo civile negli Stati Uniti.

La documentazione ottenuta da Farmer comprende le registrazioni radar, le registrazioni delle comunicazioni radio, i registri operativi dei controllori di volo e un'animazione realizzata dalla FAA e dal NORAD.

Tutto il materiale è online e può essere scaricato dal link che abbiamo indicato sopra.

Ad un primo esame, i "nuovi" documenti non riservano alcuna sorpresa: il loro contenuto era già stato anticipato nei rapporti, nelle trascrizioni e nelle testimonianze che si sono resi disponibili nel corso di questi anni. Nondimeno essi sono di grande interesse, per il loro valore storico e documentale.

I dati dei radar del traffico aereo confermano quelli dei radar militari e del Flight Data Recorder, mentre le registrazioni delle comunicazioni radio dimostrano che le trascrizioni divulgate negli anni precedenti sono corrette.

Naturalmente l'esame completo di questo materiale richiederà molti mesi ma qualcosa siamo andati a "spulciarla" subito.

Non senza qualche difficoltà abbiamo individuato la registrazione delle conversazioni radio tra Gofer-06 (il velivolo da trasporto C-130 pilotato dal tenente colonnello O'Brien in volo su Washington al momento dell'impatto del Volo 77) e il controllo aereo. O'Brien è stato uno dei testimoni oculari dell'impatto.

Il 9/11 Commission Report e alcuni documenti annessi facevano cenno a queste conversazioni, e lo stesso O'Brien ed i controllori di volo avevano rilasciato un certo numero di interviste al riguardo, ma sinora non avevamo mai sentito quelle conversazioni né avevamo mai letto la loro trascrizione. Grazie a Farmer abbiamo potuto farlo.

Lo scambio di comunicazioni può essere ascoltato scaricando questo grosso file audio (oltre 600 MB, consigliamo di disabilitare il canale audio destro perché la registrazione è mono) e andando al minuto 43 e 27 secondi.

Abbiamo così potuto verificare con le nostre orecchie le imprecisioni tra talune ricostruzioni giornalistiche e la realtà. In particolare, i giornali hanno spesso scritto che O'Brien disse di aver avvistato un Boeing 757 o un Boeing 767 con i colori American Airlines e di averlo visto schiantarsi contro il Pentagono. In realtà O'Brien non comunicò nulla, via radio, in ordine ai colori dell'aereo ma lo identificò univocamente per un Boeing 757.

A parte queste due imprecisioni, per il resto i resoconti giornalistici di cui disponiamo sono fedeli e va rimarcato che quanto riferito sul punto nel Commission Report è esatto parola per parola.

Tra i documenti acquisiti da Farmer, come abbiamo accennato, vi è anche un'animazione che ricostruisce le ultime miglia di volo di American 77.

Non sembra che questa animazione (che Farmer riporta come realizzata dalla FAA e dal NORAD) sia destinata a ricevere commenti più lusinghieri di quelli che ha meritato la già nota animazione dell'NTSB.

L'animazione arriva fino all'impatto e questo lascia perplessi, giacché gli ultimi secondi di volo di American 77 non sono stati registrati dalla "scatola nera", per cui è legittimo pensare che gli autori di questa ricostruzione grafica abbiano integrato i dati mancanti con un po' di creatività.
Anche il rendering ed i posizionamenti relativi aereo-terreno (sia in senso orizzontale che verticale) non convincono molto. E' un'animazione utile per illustrare visivamente la dinamica dell'attacco ma senza alcuna pretesa di valere come una precisa ricostruzione.

Concludiamo con una sincera attestazione di apprezzamento per il lavoro svolto da John Farmer che - non dimentichiamolo - è un complottista, che nel tempo è passato da posizioni "radicali" a posizioni decisamente più equilibrate (con drastico rinnovamento del suo sito, prima smaccatamente cospirazionista).

Di Farmer apprezziamo l'impegno serio per la ricerca e l'acquisizione di documentazione (caso più unico che raro nel panorama complottista), la disponibilità allo scambio di documenti e valutazioni, l'onestà intellettuale con la quale presenta e rappresenta documentazione (lo studio sui video della Citgo di Caustic Logic, il libro del DOD sull'attacco al Pentagono) che smentisce le teorie complottiste, senza far finta che tale documentazione non esista.

Ringraziamo Farmer, quindi, e gli auguriamo di riuscire a ottenere ancora altro materiale.

2008/09/16

Caterpillar (Radiodue) e complottismo

di Paolo Attivissimo

Il 10 settembre è andata in onda una breve intervista telefonica al sottoscritto nella trasmissione di Radiodue Caterpillar. In maniera del tutto imprevista (il tema dell'intervista era l'allarme fasullo per la "fine del mondo" dovuta all'accensione dell'LHC al CERN), i conduttori hanno spostato la discussione sul complottismo undicisettembrino.

La trasmissione è scaricabile in formato MP3 dal sito della Rai qui. Il mio intervento inizia a 16 minuti e la discussione passa all'11 settembre intorno a 20:40. Si parla di Meyssan, Chiesa, buco nel Pentagono, demolizione delle torri tramite vernice esplosiva di Steven Jones, David Shayler e la sua convinzione d'essere reincarnazione di Re Artù, e di naufragio del complottismo a causa di ricerche assolutamente dilettantesche da parte dei suoi sostenitori.

2008/09/15

Quell'acciaio del WTC fatto sparire in tutta fretta

di Paolo Attivissimo

Se incontrate qualcuno che inizia con la solita litania dell'acciaio delle Torri Gemelle che sarebbe stato esportato di corsa in Cina per fonderlo e nascondere le prove della cospirazione, o se sentite qualcuno blaterare che le Torri sono state demolite con la termite o con gli esplosivi, non perdete tempo in discussioni: mandateli, almeno virtualmente, all'Hangar 17 dell'aeroporto Kennedy di New York, dove ci sono centinaia di tonnellate di pezzi delle colonne del World Trade Center, conservate in attesa di far parte del museo National September 11 Memorial and Museum, che aprirà nel 2012.

Il New York Times ha realizzato e pubblicato un eccezionale servizio fotografico con foto panoramiche a 360 gradi, di cui qui vengono mostrate solo alcune immagini.













Naturalmente ci sarà il solito "esperto" della domenica che indicherà i monconi delle colonne e dirà che sono stati tagliati dalla termite. Lasciatelo fare. Dopo che avrà finito di "dimostrare" la propria tesi, gli ricorderete, con calma e in parole di poche sillabe adatte al suo intelletto, che la termite non produce tagli netti. I tagli netti si producono soltanto con il cannello.









Se i complottisti avessero davvero voglia di fare qualcosa di concreto per dimostrare le proprie teorie, potrebbero ottenere un mandato per effettuare analisi chimiche su quest'acciaio. Ma preferiscono vendere spillette, magliette e DVD.

Caso mai qualcuno obiettasse che le autorità rifiuterebbero la richiesta, potete far notare che esiste dell'acciaio del WTC persino in Italia. In luoghi aperti al pubblico. Ma questa è un'altra storia.

E' inutile che menino il can per l'aia: i complottisti non hanno scuse per la loro inerzia.

2008/09/14

Conferenza di Lugano, primi dati

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L'incontro "11/9 La cospirazione impossibile" ha offerto al pubblico presente una cospicua serie di dati tecnici, spesso inediti, forniti direttamente dagli esperti di settore con il supporto della moderazione di Claudio Mésoniat, direttore del Giornale del Popolo.

L'ingegnera civile Cristina Zanini Barzaghi ha illustrato la dinamica degli incendi negli edifici in acciaio, con particolare riferimento alle Torri Gemelle e al WTC7, e ha esaminato le ipotesi di demolizione controllata.

La conclusione del suo intervento è che nei crolli del WTC non vi è nessun segno di anomalia che suggerisca demolizioni controllate e che il tempo per il quale le strutture hanno retto è segno di progettazione valida entro i limiti del cosiddetto "rischio accettato", ossia le condizioni (sisma, uragani, danneggiamenti estremi) oltre i quali si accetta l'inevitabilità del crollo: e non si può fare a meno di progettare in questo modo, altrimenti ci troveremmo tutti a vivere in bunker e i grattacieli non esisterebbero.

Questo concetto della resistenza non assoluta degli edifici non è molto noto al di fuori degli addetti ai lavori e ridimensiona la visione mitica della solidità indistruttibile dei grattacieli, molto diffusa fra i profani, che sta alla base di molti dubbi sulla dinamica del crollo delle Torri Gemelle e del WTC7.

L'ingegnera ha anche affrontato la questione degli sbuffi o "squib" che si notano dopo l'inizio del crollo, spiegando che un edificio contiene un grande volume d'aria (nei grattacieli come il WTC, oltre il 90% del volume racchiuso dalla struttura è spazio fruibile) e che quando la struttura collassa, l'aria al suo interno si comprime e cerca vie di sfiato. Gli sbuffi sono appunto la manifestazione di questo sfiato.

Il pilota di linea (che ha chiesto l'anonimato online) ha esaminato i dati delle "scatole nere" del Volo 77, quello che si è schiantato contro il Pentagono, e del Volo 93, quello caduto in Pennsylvania, e in base alla sua esperienza di pilotaggio ha tracciato un quadro dettagliato del comportamento dei dirottatori durante i due voli, così come risulta dalle manovre e dai settaggi della strumentazione effettuati dopo l'assalto alla cabina di pilotaggio.

E' emerso che i dati delle "scatole nere" confermano una manovra a quattro mani da parte di due dirottatori in cabina e un periodo di "prova", nel corso del dirottamento, durante il quale i dirottatori hanno preso dimestichezza con la manovrabilità dell'aereo, diversa da quella dei simulatori utilizzati per il loro addestramento, che si riferivano a Boeing 737, decisamente più piccoli.

Il pilota ha inoltre valutato le forze aerodinamiche e la fattibilità della manovra di avvicinamento al Pentagono, giungendo alla conclusione, per certi versi nuova, che la scelta della facciata da colpire dell'edificio, ma non del punto specifico, sia stata preparata con precisione in anticipo mediante voli di ricognizione effettuati su aerei da turismo.

Peter Regli, già capo dei servizi segreti svizzeri, ha tracciato un quadro storico delle origini del terrorismo di stampo islamista, facendo una netta distinzione fra l'islamismo e l'Islam e chiarendo quali sono i rischi attuali per la Svizzera e per gli altri paesi occidentali. Ha inoltre delineato lo stato dell'arte nell'intelligence antiterrorismo e descritto la situazione statunitense pre-11/9 confrontandola con quella attuale.

Le sue conclusioni nette e per nulla rassicuranti sono state stemperate da una considerazione statistica: ulteriori attentati come l'11 settembre sono inevitabili, ma la probabilità di esserne coinvolti individualmente è infinitesima. Pertanto è il sistema paese a doversi preparare a gestire gli effetti economici e sociali di un grande atto terroristico.

Da parte mia, ho illustrato brevemente alcune delle tesi cospirazioniste, spiegato le ragioni logiche e fattuali della loro insostenibilità, e documentato la dilettantesca superficialità delle "ricerche" svolte dai più noti esponenti del cosiddetto "movimento per la verità".

Alle relazioni è seguito il dibattito con il pubblico, che ha portato alla luce i dubbi più frequenti e offerto altri spunti di approfondimento e chiarimento per sfatare i miti instillati nell'opinione pubblica da questi sette anni di dicerie.

Non è mancato il cospirazionista in sala, le cui obiezioni, peraltro pacate, sono state affrontate esaurientemente dai relatori. Ci è stato chiesto, per esempio, perché non abbiamo avviato un confronto con i cospirazionisti, ed è stato spiegato, dati alla mano, che sono loro (specificamente Giulietto Chiesa, Maurizio Blondet e altri) a rifiutare ogni dibattito.

Altri sostenitori delle teorie alternative erano presenti in sala, ma si sono limitati a mormorare parole incoerenti di protesta invece di affrontare il dibattito: ulteriore conferma della chiusura al dialogo di cui si è parlato.

Nei limiti di quanto verrà permesso dai relatori e dagli organizzatori, Undicisettembre pubblicherà il materiale della conferenza nelle prossime settimane.


Aggiornamento

La trascrizione degli atti del convegno è pubblicamente scaricabile come documento PDF.

Per non dimenticare

di Paolo Attivissimo

Dalla conferenza di Lugano dell'11 settembre scorso, ecco il video di sintesi degli eventi che ha aperto l'incontro. La versione presentata qui è leggermente aggiornata e corretta rispetto a quella presentata nella conferenza.

Questo non è un video di debunking e non è la solita, arida sintesi sbrigativa che fanno i tanti video cospirazionisti. È una commemorazione di quel giorno terribile, che è già così lontano che molti giovani non lo ricordano. E per questo sono facili vittime delle scempiaggini di chi vuole plagiarli.


Il video è scaricabile qui (probabilmente dovrete fare clic destro e scegliere “Salva come” o simili).


Ringrazio Francesco, di Searchsound.eu, per aver offerto la sua musica per il tema principale.

2008/09/13

L'11 settembre in cifre (UPD 2013/03/28)

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Undicisettembre ha compilato una sintesi delle principali cifre e informazioni sugli attentati dell'11 settembre 2001, che potrebbe essere utile per discussioni e valutazioni.

Si tratta di un PDF molto snello, comodo da portare con sé come riferimento rapido, con l'indicazione delle fonti a fine testo.

L'edizione aggiornata al 28 marzo 2013 è scaricabile qui.

2008/09/10

Il Pentagon Memorial aprirà l'11 settembre

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il Dipartimento della Difesa ha rilasciato un video (scaricabile e in streaming) che permette di esplorare il Pentagon Memorial pronto per la cerimonia di apertura al pubblico che si terrà domani, 11 settembre 2008.

Maggiori informazioni sul parco che commemora la tragedia che i complottisti negano sia avvenuta sono disponibili qui.

La nuova configurazione dell'area del Pentagono è visibile in questa foto. Che, si noti, è una fotografia aerea. Scattata da un civile, a bordo di un aereo civile. Eppure c'è ancora chi dice che il Pentagono sia impossibile da sorvolare.

Al centro dell'immagine si vede l'incrocio a quadrifoglio sorvolato dal Boeing 757 quel tragico martedì mattina. Il Pentagon Memorial è appena al di sotto del petalo inferiore sinistro del quadrifoglio: è l'area chiara con linee parallele scure. Le linee indicano la direzione dalla quale è arrivato l'aereo. Ciascuna linea contiene panchine dedicate alle vittime, suddivise per età: da Dana Falkenberg, 3 anni, a John Yamnicky, 71 anni.

Le panchine dedicate ai passeggeri del Volo 77 sono orientate verso l'esterno; quelle dedicate alle vittime civili e militari che si trovavano all'interno del Pentagono sono orientate verso l'edificio.



Altre immagini del Memorial sono disponibili presso CNN.



Ecco alcuni fotogrammi tratti dal servizio della CNN.





Questa è Wendy Ploger. I suoi genitori sono morti a bordo del Volo 77. I cospirazionisti negano che questo sia avvenuto.



Questo è Jim Laychak. Suo fratello David lavorava al Pentagono. Anche per lui, i cospirazionisti negano che sia stato ucciso dall'aereo pilotato dai dirottatori.



E' per quello che fa a gente come loro che il cospirazionismo non è soltanto patetico, ma ripugnante.

2008/09/09

Complottisti svizzeri in TV e alla radio

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il 7 settembre scorso, la TSR, televisione svizzera romanda, ha dedicato al cospirazionismo in Svizzera un servizio (consultabile in streaming) nel programma Mise au Point.

Fra gli intervistati, lo storico Daniele Ganser, del Politecnico di Zurigo (nella foto qui accanto), noto nel campo per aver coinvolto nelle teorie alternative due ingegneri strutturisti, Hugo Bachmann e Jörg Schneider, come raccontato qui.

Il servizio ha descritto inoltre un'associazione svizzera di cospirazionisti, "Le 11 septembre en question" (www.11septembre.ch), composta da circa un centinaio di membri che si riuniscono periodicamente.

Giovedì 11 settembre, alle 8.30, la Rete Uno della Radio Svizzera di Lingua Italiana trasmetterà una puntata del programma Modem nella quale interverranno lo stesso Ganser, descritto come "iniziatore del movimento 11 settembre", e l’esperto di terrorismo internazionale Jacques Baud. Il programma è ricevibile in streaming e come podcast.

Era inizialmente prevista la presenza di Giulietto Chiesa insieme al sottoscritto, ma quando Chiesa ha saputo chi sarebbe stato il suo interlocutore, ha rifiutato "in malo modo", come mi ha riferito la redazione nel disdire l'invito.

2008/09/06

Raitre affronta il complottismo, Chiesa cambia versione sul buco del Pentagono

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La trasmissione Pianeta Files di questa sera (Raitre, 23.40) si è occupata brevemente dell'11 settembre. Condotta da Mario Tozzi, ha avuto come ospiti Massimo Polidoro, curatore del libro 11/9 La Cospirazione Impossibile, e Giulietto Chiesa, autore del libro Zero e del DVD omonimo.

La sintesi dei fatti tecnici è stata piuttosto accurata. Per esempio, è stato precisato correttamente che gli incendi furono soltanto innescati dal carburante, ma alimentati dal contenuto stesso dell'edificio: un aspetto che molti servizi giornalistici hanno invece presentato erroneamente.

Una svista, tuttavia, è stata l'indicazione che i nomi degli esecutori degli attentati furono divulgati il giorno stesso in cui ebbero luogo: in realtà la prima lista parziale ed errata, senza foto, fu annunciata il 14 settembre e quella definitiva e corretta fu pubblicata il 27 settembre, 16 giorni dopo gli attentati.

Massimo Polidoro ha smontato sinteticamente le presunte prove delle teorie più ricorrenti, e la reale dinamica dei crolli è stata ricostruita molto bene, con il supporto di immagini estremamente chiare, sottolineando anche la particolarità della struttura delle Torri Gemelle.

Giulietto Chiesa, invece, ha offerto ai telespettatori alcune affermazioni che non mancheranno di destare ilarità fra gli ingegneri strutturisti:

(8:25) Si può immaginare che le torri siano state spezzate e rotte in due, sarebbero cadute lateralmente. Non si può spiegare in nessun modo come è possibile che quella parte sotto, che non era stata toccata, e che era intatta ed era una struttura potentissima, si è sbriciolata in fumo, letteralmente, cadendo su se stessa in dieci secondi, cioè alla velocità di caduta libera.


Come sa qualunque esperto di settore, e come mi ha spiegato con estrema chiarezza l'ingegnere strutturista che parteciperà all'incontro di Lugano del prossimo 11 settembre, una struttura come quella di un grattacielo in acciaio non può cadere lateralmente: perde coesione e si sbriciola ben prima di potersi inclinare di lato significativamente in blocco. E' fatta per reggersi quando è verticale, non quando è storta, tranciata e in fiamme. Se Chiesa lo chiedesse a un tecnico, invece che a un teologo (David Ray Griffin), lo saprebbe.

I reali tempi di caduta sono dell'ordine di 16 secondi, ben oltre la caduta libera, come testimoniato dai filmati. Sulla mancata trasformazione in "fumo" delle macerie, persino Steven Jones, collega di cospirazismo di Chiesa e suo consulente in Zero, afferma che è una falsità.

Sull'identità dei cospiratori, inoltre, Chiesa è molto esplicito:

(4:30) Chiunque conosca il funzionamento degli apparati dello stato capisce che nell'operazione 11 settembre c'è stato bisogno di una lunga preparazione e della partecipazione di importanti settori della sicurezza e dei servizi segreti.


A supporto di quest'accusa non è stato portato nulla.

Un altro aspetto interessante delle affermazioni di Chiesa è che l'europarlamentare ha cambiato versione in merito alle dimensioni del foro nella facciata esterna del Pentagono: non è più largo categoricamente "cinque metri, ripeto cinque metri", come ha fatto dire a Dario Fo nel video Zero e come ha sostenuto per anni.

(11:00) A parte il fatto che quel buco lascia molte perplessità, perché quella fotografia, che anche noi abbiamo analizzato ripetutamente, mostra sì un'apertura più vasta, ma in questa apertura ci sono delle colonne in piedi. Se entra una cosa di queste proporzioni alla velocità di 850 chilometri orari, sfonda tutto, non lascia delle colonnine in piedi.

Sfugge forse il concetto, chiarito da tempo dai tecnici, che un'ala d'aereo non è una scimitarra che fende ogni cosa: è una struttura cava, che ospita il carburante, e si trancia e si frammenta nell'urto, a sua volta frammentando la struttura colpita. Inoltre alcune colonne, quelle colpite dalla radice delle ali, mancano del tutto, come si può vedere nella foto presente nella colonna di destra di questo blog. Soprattutto, Chiesa non spiega cos'altro, se non un aereo, potrebbe mai produrre uno sfondamento largo e basso. Largo, ricordiamolo, ben 35 metri e alto 8 al centro.

Apprezziamo comunque il fatto che dopo sette anni, finalmente Giulietto Chiesa è arrivato alla conclusione che il buco esterno nel Pentagono non è affatto largo "cinque metri". Che è quello che diciamo da due anni. Così come apprezziamo il fatto che Massimo Mazzucco, finalmente, è arrivato alla conclusione che le teorie degli aerei-ologramma (o teorie "no planes") al World Trade Center sono insostenibili. Che è quello che diciamo da due anni. Di questo passo, fra una settantina d'anni, chissà, magari ammetteranno finalmente di aver preso un granchio su tutta la linea e daranno ragione ai debunker.

C'è però un punto sul quale noi debunker dobbiamo invece dare pienamente ragione al professor Steven Jones: quando dice che "la comunità dei ricercatori della verità" è "slow to understand": lenta a capire. Lui lo dice soltanto con riferimento alla questione della presunta polverizzazione totale, ma il concetto ha probabilmente una portata leggermente più ampia.

2008/09/05

Eccessivo il divieto di filmare? Chiedetelo ai debunker delle scie chimiche

di Paolo Attivissimo

Per chi chiedeva esempi del fatto che i complottisti non esitano a tagliare, rimontare e manipolare le dichiarazioni dei debunker pur di screditarli, segnalo quest'episodio ai danni del chimico Simone Angioni, che insieme al CICAP sta smontando la teoria delle "scie chimiche". Patetico.

Ora è forse più chiaro il motivo per cui è necessario vietare riprese da parte del pubblico nella conferenza di Lugano di giovedì prossimo.

2008/09/03

Domanda per i complottisti pro-termite

di Paolo Attivissimo

La prossima volta che vi imbattete in uno dei sostenitori della teoria della termite, provate a fargli questa semplice domanda:

Se la termite, come dite voi, taglia l'acciaio e tronca le colonne in un battibaleno, tanto da essere stata usata (sempre secondo voi) per la demolizione segreta ultraveloce delle Torri Gemelle, perché i soccorritori non hanno usato la termite a Ground Zero per tagliare le colonne rimaste in piedi? Come mai hanno invece usato il lentissimo, tossicissimo e pericolosissimo taglio a cannello?

Poi raccontateci cosa risponde.

Naturalmente, se qualcuno dei vari esperti complottisti che ci leggono vuole proporre una risposta coerente a questa domanda nei commenti, ben venga.

In attesa che qualcuno ci illumini su come mai i soccorritori furono così scemi da perdere ore a tagliare l'acciaio quando c'era invece a disposizione il metodo velocissimo della termite, ecco qualche immagine di come furono realmente tagliate le colonne rimaste in piedi e le grandi macerie metalliche del World Trade Center.








Sono immagini di gente coraggiosa, che rischia in prima persona. Immagini che stridono con le asettiche quanto sterili fantasie ultratecnologiche del mondo bizzarro dei cospirazionisti.

2008/09/02

Dettagli sulla conferenza di Lugano l'11/9

di Paolo Attivissimo

L'11 settembre prossimo, come già preannunciato, si terrà a Lugano un incontro pubblico dedicato agli attentati del 2001 e al cospirazionismo che ne è scaturito.

L'appuntamento è confermato per le 18 all'Auditorium dell'Università della Svizzera Italiana, in via G. Buffi 13. I relatori saranno un ingegnere strutturista, un pilota di linea, un esperto di intelligence e il sottoscritto.

Nella prima parte dell'incontro, aperto a tutti e ad ingresso gratuito, i relatori presenteranno gli argomenti di loro competenza. Per evitare interruzioni e divagazioni avvenute in altre occasioni analoghe e consentire l'esposizione chiara delle relazioni, in questa fase non saranno accolte domande del pubblico.

Nella seconda parte si aprirà il dibattito con il pubblico e il moderatore raccoglierà spunti e domande dai presenti. L'incontro terminerà alle 20.

In considerazione del documentato rischio di strumentalizzazioni e manipolazioni, gli organizzatori hanno posto il divieto di ripresa audio e video (foto comprese) da parte del pubblico.

A tutela dei relatori, l'intero incontro verrà comunque videoregistrato per tenere traccia delle esatte dichiarazioni fatte dai presenti. Non è prevista la diffusione di questa registrazione.

Sarà allestita una zona specifica, discosta dal palco dei relatori e dal pubblico, per eventuali interviste radio e TV.

E' disponibile una cartina della città e una mappa dell'Università che, insieme alle istruzioni fornite dall'ateneo, consentono di raggiungere agevolmente l'Auditorium. Per ulteriori informazioni, siete pregati di contattare gli organizzatori presso micinque@gmail.com.

2008/09/01

Matrix 31/5/2006: la trascrizione

Trascrizione a cura di ZeusBlue, con commenti di Paolo Attivissimo e/o ZeusBlue

Proseguiamo il riordino del materiale documentale ripubblicando qui la trascrizione, già pubblicata tempo addietro presso Attivissimo.net, della puntata del programma Matrix di Canale 5 trasmessa il 31 maggio 2006, che ha avuto come ospiti in studio Franco Fracassi e Alessio Vinci e come ospiti in breve collegamento telefonico Paolo Attivissimo e Massimo Mazzucco. Un commento generale alla puntata è disponibile qui. La puntata è disponibile presso Mediaset.it. Le parole asteriscate sono da verificare o dubbie: eventuali correzioni o segnalazioni possono essere inviate a undicisettembre@gmail.com.

Non si intende violare alcun diritto d'autore: questa trascrizione è fornita puramente a titolo informativo in mancanza di un servizio analogo offerto dall'emittente.

Nota: nel filmato che illustrava i rottami d'aereo presenti al Pentagono è stata inclusa per errore (da Attivissimo) un'immagine di una ruota d'aereo che in realtà proviene dal WTC. Inoltre è stata mostrata anche un'immagine che non faceva assolutamente parte del materiale fornito (sempre da Attivissimo) alla redazione: proviene dal video complottista Inganno Globale di Massimo Mazzucco (nel quale l'immagine in questione si vede a circa 27:25).


Le principali affermazioni di interesse


  • Fracassi dice che l'Empire State Building fu colpito da un B-52 [sic] senza però crollare (parte 2, 3:20): "l'Empire State Building è stato colpito molti anni prima da un Bo... da un B-52, che è molto più grande di quest'aereo qui e non ha sostanzialmente..." e "Sì, il B-52 è molto più g... è l'aereo più grande che ci sia". In realtà era un B-25 Mitchell, lento bimotore a elica del peso medio di 15 tonnellate, non un B-52, enorme bombardiere nucleare con otto motori a getto, dal peso di oltre 200 tonnellate. La differenza è importantissima: è come dire "l'edificio è stato colpito da un TIR e non gli è successo nulla" quando invece l'ha colpito un Ape Car. Ci vuole una decina B-25 per fare il peso di un Boeing 767 come quelli che hanno colpito il WTC. Guarda caso, la differenza è a favore delle ipotesi complottiste. E il B-52 non è comunque "l'aereo più grande che ci sia": è ampiamente surclassato da Antonov 225, A380 e altri.


  • Fracassi sostiene che al Pentagono ci sono "cinque batterie antimissile" che funzionano automaticamente. E' semplicemente falso, perché di sistemi del genere non ce ne sono e non sarebbero neppure piazzabili, visto che c'è un aeroporto civile (il Reagan) a 1200 metri dal Pentagono e il rischio di errore sarebbe assurdamente alto. Per non parlare dell'idea peregrina di abbattere un aereo sopra un centro abitato: il Pentagono è circondato dagli edifici civili di Arlington.
    Fracassi ne conosce anche il numero esatto (cinque): ci dica dunque dove sono di preciso, se è così ben informato. O almeno ci dica da dove ha preso quest'informazione.


  • Il buco lasciato dal Volo 93. Mazzucco "dimostra" che la buca d'impatto in Pennsylvania è troppo piccola basandosi esclusivamente sulle misure spannometriche di un singolo testimone. Eppure le foto successive, mostrate da Mazzucco stesso, indicano che la buca è ben più grande di quanto detto dal testimone.


  • Fracassi: niente squarci, niente grandi incendi al WTC7. "questi grandi squarci non li ho visti. Poi, un grande squarcio è un grande squarcio non è un buco [indica 20-30 cm], quindi si, dalle fotografie si sarebbe dovuto mostrarli. Si parla di grandi incendi e non si sono visti".


  • Fracassi: tante intercettazioni risolte in fretta."nei due anni precedenti l'11 settembre c'erano state tanti... eh... aerei che avevano spento il transponder, che avevano sbagliato rotta, eccetera, eccetera: tutte situazioni risolte in pochi minuti". Falso. L'unica intercettazione che si ricordi fu quella del jet di Payne Stewart, e richiese più di un'ora.


  • Fracassi: torri evacuate, cani antibomba ritirati. "nelle due settimane precedenti l'11 settembre le torri sono state evacuate per tutti e due i fine settimana, e ci sono tante testimonianze riguardo questa cosa qui, sia di gente che lavorava nelle torri, sia di gente che lavorava o viveva di fronte alle torri. Sono state evacuate e sono state spente per entrambi i fine settimana l'intero circuito interno di telecamere, per delle esercitazioni ufficialmente. Dopodiché nella settimana prima dell'11 settembre, insomma diciamo gli ultimi giorni, non sono più stati fatti circolare i cani antibomba dentro le torri." Non esiste alcuna traccia di queste evacuazioni totali. I cani antibomba erano stati aumentati appena prima dell'11/9 a causa di alcuni allarmi ed erano in servizio anche l'11/9.


  • Fracassi e il "pull it" di Silverstein. "Eh... altra cosa... Si dice... eh... Larry Silverstein avrebbe ordinato ai pompieri di minare in quattro e quattr'otto l'edificio." Falso. la frase di Silverstein è interpretata in questo senso solo dai complottisti. Tutti gli altri riconoscono che parla di ritirare il contingente dei pompieri dal WTC7, non di "tirare giù" l'edificio.


  • Fracassi e il Volo 93: "la vicenda dell'aereo 93 si basa -- la ricostruzione si basa come è stato visto -- eh... praticamente solo sulle... ehm... registrazioni delle telefonate che ci sono state". Falso: ci sono i registratori di volo (le "scatole nere"), che hanno memorizzato il comportamento dell'aereo e l'audio in cabina, che è stato fatto sentire ai familiari delle vittime. Ci sono i tracciati radar, ricostruiti dopo gli attentati. Ci sono i testimoni oculari dello schianto.


  • Fracassi e le prove: "Allora, in cinque anni, il più potente apparato investigativo del mondo, ha prodotto come uniche prove -- prove che, diciamo, che ha... reggono un processo in tribunale -- eh... un passaporto mezzo bruciacchiato di un... eh... di uno dei dirottatori, che sarebbe caduto da una delle torri mentre queste qui bruciavano, è sopravvissuto... eccetera eccetera -- lasciamo perdere le coincidenze -- quel passaporto lì, una valigia che stava in un aeroporto, dove stavano dei manuali di volo, e eh... un pacco spedito da un dirottatore alla fidanzata, sbagliando indirizzo, in Pakistan". Fracassi dimentica di citare l'enorme mole di reperti, documenti, certificati di addestramento, ricevute, scontrini, immagini di telecamere dei Bancomat, perizie tecniche, test del DNA, analisi delle scatole nere che costituiscono il processo Moussaoui e la documentazione tecnico-legale degli attentati e degli attentatori.
    Soprattutto, fa un'affermazione errata quando dice che il passaporto sarebbe caduto da una delle torri mentre bruciavano: il passaporto fu trovato per strada prima del crollo delle Torri Gemelle, per cui fa parte dei rottami d'aereo (compresi giubbetti salvagente, lettere, cuscini di sedili, pezzi dei corpi dei passeggeri e altri oggetti fragili) che trapassarono gli edifici prima che s'innescassero gli incendi.


Prima parte


MENTANA: Buonasera. Anche questa sera siamo in diretta con Matrix per parlare di qualcosa che è importante, spinoso, scottante, controverso. E' in realtà una materia incandescente che troviamo soprattutto nella stampa alternativa internazionale e ancora di più nel popolo... di Internet. E' vero che esiste una teoria alternativa, una serie di teorie, o comunque di dati alternativi, su quello che accadde l'11 settembre? I più affezionati tra i telespettatori di Matrix, sanno che ci siamo occupati, pochi giorni fa, già di questa eh... vicenda. Una puntata che è andata in onda molto tardi, ma che ciononostante ha fatto un gran parlare, discutere, ha avuto molte reazioni. Ovviamente era un primo assaggio. Questa sera torniamo, confrontando tesi alternative con tesi ufficiali, tesi eterodosse con tesi che... eh... sono più vicine a quello che è il racconto degli avvenimenti, così come l'abbiamo conosciuto dalla stampa internazionale. Cercheremo di capire se davvero c'è la possibilità di scrivere in modo diverso quel che accadde con l'attacco alle Twin Towers dell'11 settembre del 2001. Seguiteci anche in questa puntata di Matrix che sta per cominciare. Sigla!


[Continua Mentana dopo la sigla]

Allora, dicevamo dell'11 settembre, dicevamo della scorsa puntata, della puntata che dedicammo pochi giorni fa, con Giulietto Chiesa e Marco eh... Taradash, alla visione, innanzitutto, di un estratto di un... eh film che... eh... era visibile proprio su Internet [si riferisce a "Loose Change"]. Molti altri ce ne sono; noi facciamo riferimento a materiali che sono stati prodotti -- questa volta -- da italiani. C'è un regista italiano, che 20 anni fa ebbe pure l'occasione di presentare un suo film in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, Massimo Mazzucco, che, negli Stati Uniti, ha messo insieme un lungo documentario che si chiama Inganno Globale e che evidentemente ha una tesi alternativa rispetto a quella ufficiale sull'11 eh... settembre. Metteremo a confronto... eh... gli estratti, ampi -- molto ampi -- estratti di quel... eh... film con tesi alternative, con controdeduzioni, che ritroviamo anche appunto a livello di Internet, di Internet. C'è un... eh... un... noto -- negli ambienti di Internet -- autore di un blog, che si chiama eh... Paolo Attivissimo, che è riuscito a mettere insieme -- si definisce un cacciatore eh di bufale -- una serie di controdeduzioni. Non soltanto a lui ci siamo rivolti, ma anche a molte altre fonti. Cercheremo davvero di andare nel profondo di questa che è una vicenda, che a livello mediatico, continua, secondo dopo secondo, a fare il giro del mondo, con una serie di tesi, di, evidentemente, contro-tesi e soprattutto di dati nuovi, confutati, riaffermati; vedremo insieme. Avremo due persone che la pensano diversissimamente tra di loro, ma a differenza, eh, di Giulietto Chiesa e di Marco Taradash, dell'altra volta, non hanno delle tesi politiche, non sono... eh... parlamentari o ex parlamentari. Uno... è anche il rappresentante di quella che è l'informazione, non dico ufficiale, ma che è stata fatta sul campo più compiutamente in questi ultimi decenni. E' il capo della CNN italiana, Alessio Vinci.

VINCI: (Buona)sera.

MENTANA: L'altro, è un giornalista, documentarista, che, in qualche modo poi ha collaborato anche con Giulietto Chiesa, ed è portatore di tesi e di dati, soprattutto -- perché qui non si tratta di giocare alle teorie, ai complotti o alle contro-teorie -- eh... le tesi appunto simili a quelle. Franco Fracassi.

FRACASSI: [Sorride].

MENTANA: Ma non è per fare dibattito che siamo qui (soprattutto) questa sera; è per vedere aspetto dopo aspetto quello che è successo l'11 settembre, come viene raccontato da chi vuole confutare eh... le teorie ufficiali, e come eh... queste teorie eterodosse vengono, a loro volta, contrastate. Cerchiamo di avere, allora, come filo conduttore, proprio il film di Massimo Mazzucco, del eh... cineasta italiano Massimo Mazzucco, che parte com'è ovvio -- come stiamo per vedere anche sullo sfondo -- da un dato: quello del buco nella difesa aerea americana. C'è stato questo buco? Iniziamo dal primo frammento.


[Servizio tagliato]

MENTANA: ...le tesi a confronto. Manco a dirlo poi... eh... molti, anche nell'Amministrazione americana, l'hanno saputo dalla CNN in quella... giornata. Allora comincio proprio da Alessio Vinci, che della CNN è in Italia il massimo esponente. Eh... cosa non quadra delle tesi non ufficiali?

VINCI: Mah... eh... non quadra tutto quello che si dice... eh... è successo sapendo cosa è successo d... dopo, nel senso che non bisogna dimenticarci che tutto questo è successo l'11 settembre, e quando il primo aereo si è schiantato non si sapeva che fosse un attentato finché c'era il secondo aereo; non si sapeva che tipo di... eh... servizio di sicurezza ci fosse in America, il NORAD. Tutto questo, sono tutte cose che noi oggi discutiamo ed analizziamo sapendo quello che è successo. Ma non bisogna dimenticarci che nelle prime ore di quei... di quel giorno, c'era una grossissima confusione, e la teoria, sia quelle ufficiali, che quelle complottistiche, provano che c'era una grande confusione ed è quello che noi ci dimentichiamo di... eh... di analizzare oggi. Tutti quelli che dicono che c'è un complotto lo dicono soltanto 5 anni dopo, non sono riusciti a dirlo in quel momento perché oggi sappiamo delle cose che allora non si sapevano.

MENTANA: Come ad esempio?

VINCI: Come ad esempio... per esempio il fatto che... eh... ci fossero 5 aerei dirottati [come 5?]; tutte queste teorie parlano di 5 aerei dirottati [ancora 5?}, ci è voluto un po' per capirlo. E come abbiamo sentito dal filmato, i... i controllori dell'aviazione civile non erano predisposti, non erano stati allenati a dover confrontarsi con 5 dirottamenti aerei, di cui 3 o 4 aerei avevano staccato il transponder; non è una cosa così facile. Viene fatto nei film, ma in realtà queste cose ehm... è molto più difficile da fare.

MENTANA: Fracassi.

FRACASSI: No. Secondo me, è... esattamente... proprio perché, diciamo, la, la, la... gli Stati Uniti in quel momento lì... Allora... ehm... il... eh...

MENTANA: Partiamo da quello che abbiamo visto, che è più facile; appendiamoci a questo chiodo. Il primo quadro che abbiamo visto sono... è il buco della difesa aerea. Ancora leggiamo là... sullo sfondo che questo è il primo tema. Perché ci dovrebbe essere stato, come dire, un buco voluto? Perché? E in che modo noi abbiamo certezza [nell'audio sembra dica contezza] che c'è qualcosa che non quadra secondo... a te?

FRACASSI: Il problema non è il buco voluto... Il problema è che... ehm... gli Stati Uniti eh... sono la... il, la più grande potenza militare che esista sul pianeta. Eh... è una potenza militare eh preparata a difendersi da attacchi nucleari, hanno missili -- i missili viaggiano molto più veloce degli aerei (come sappiamo) -- è una potenza militare che... eh... avanza enormemente con la tecnologia ogni anno. Nel 2001... eh... la difesa americana era già preparata a attacchi del genere, loro avevano già fatto delle esercitazioni su... eh... che prevedevano attacchi con aerei, tant'è vero che in quei giorni si stava addirittura facendo un'esercitazione su quello. Esistono dei manuali che prevedono queste cose qui; non era una cosa del tutto inaspettata. Allora, in una difesa come quella, che ha sempre funzionato perfettamente -- come dovrebbe essere, insomma, se io fossi... se fossi americano mi preoccuperei molto se eh... non fosse stato così -- eh... ne... negli ultimi... nei due anni precedenti l'11 settembre c'erano state tanti... eh... aerei che avevano spento il transponder, che avevano sbagliato rotta, eccetera, eccetera: tutte situazioni risolte in pochi minuti. Allora, in una difesa che funziona così, che deve funzionare così, eh... -- io capisco la disorganizzazione, la disorganizzazione ci sta in tutto, anche se organizzi una partita di calcetto eh... sono disorganizzato...


Ma di quali casi sta parlando? Non risultano precedenti di aerei dirottati che abbiano spento il transponder o "situazioni risolte in pochi minuti."

MENTANA: O perlomeno l'impreparazione, in questo caso, cioè il non poter immaginare che poteva esserci un attacco...

FRACASSI: L'impreparazione non credo. Impreparazione non cr... impreparazione non credo proprio per questo motivo, nel senso loro in qualche modo eh... erano preparati a un'eventualità del genere perché non era un'eventualità peregrina. Si sapeva che o... sarebbe potuta accadere una cosa del genere, e a quel punto lì non... eh... non... l... la, diciamo... il... il malfunzionamento di questa difesa non può spiegare tutto quanto. Non... non esiste... Credo che nemmeno se avessero attaccato l'Uganda sarebbe accadu... potuta accadere una cosa del genere.

MENTANA: Epp...[Taglio]


[fine prima parte]


Seconda parte


MENTANA: Fracassi, io ricordo che nel pieno della forza e della potenza militare sovietica, che si esprimeva anche attraverso i missili nucleari, un giovane tedesco occidentale -- allora la Germania era divisa in due -- Mathias Rust, potè atterrare, addirittura, con il suo aeroplanino, sulla piazza Rossa di Mosca -- immagino che te lo ricordi bene quanto me --

FRACASSI: Sì, è vero. Me lo ricordo anch'io questo...

MENTANA: ...passando tutto il sistema aereo, radar... eh... dal... appunto, dalla Germania, attraverso la Germania orientale, fino a tutto il territorio russo.

FRACASSI: Me lo ricordo anche io questo episodio. Eh... diciamo... (allora) mettiamola in un altro modo. Gli aerei dirottati sono stati quattro. Eh... posso capire uh... un aereo che si schianta contro la torre, trovo difficile capire il secondo, trovo quasi impossibile capire il terzo, e... praticamente... eh... eh non si capisce come abbiano fatto a dirottare il quarto.

MENTANA: Andiamo, allora, un brano per volta. Volevi aggiungere...? [Rivolto a Vinci]

VINCI: Volevo solo dire: una delle prove che erano... gli americani erano impreparati e non si aspettavano un attacco di questo genere è che il 5 agosto, o l'8 agosto, il Presidente Bush fu presentato con un memo della CIA a Crawford, in Texas, dicendo: "Guarda che ci sono degli attentati." E tutti quanti gli analisti avevano messo, accantonato questa possibilità come una possibilità remota; quindi sicuramente c'era il rischio, ma sicuramente questo non era un paese che si aspettava un attacco imminente.

MENTANA: La famosa riunione in cui, appunto, fu prospettato quello che poi sarebbe accaduto...

VINCI: Dove bin Laden fu citato per nome -- bin Laden in quel memo fu citato per nome -- e il... il Presidente Bush e la... l'Amministrazione, non presero quel... quel rischio come un rischio imminente, quindi sicuramente c'era, ma il fatto che fossero preparati... eh... non credo sia giusto.

MENTANA: Vediamo. Allora andiamo avanti perché qui siamo al buco nella difesa, all'impreparazione, all'inadeguatezza, o forse qualcos'altro, secondo le tesi che eh... vogliono mettere in discussione quello che è il resoconto ufficiale. Ma poi c'è l'attacco, quello che abbiamo visto, volenti o nolenti, tutto. Vediamo.


[servizio tagliato]

MENTANA: Questa volta comincio con... Fracassi. Di fronte a queste controdeduzioni cosa rispondi?

FRACASSI: Eh, di fronte a queste controdeduzioni... eh... io faccio delle altre deduzioni ancora.

MENTANA: (Sì.)

FRACASSI: Ovvero, eh... esistono alcune cose -- io sono una persona che si rapporta con le domande. Bene -- eh... allora mi sono chiesto: come cade una torre? Cioè, come avviene il crollo di un edificio? Da quello che so io -- io non sono un ingegnere, non sono un esperto, ovviamente, mi affido a chi è esperto -- e gli esperti dicono che una torre del genere, costruita in questa maniera qui, sicuramente non cade a causa di un incendio.


E chi sono questi esperti consultati da Fracassi? Non si sa.

FRACASSI: Quindi è un dato di fatto, tant'è vero che non esiste nessuna assicurazione al mondo che assicura questi grattacieli per incendio, anche dopo l'11 settembre perché è una cosa che non è possibile.


Nessuna assicurazione al mondo assicurerebbe gli edifici che hanno la "colpa" di essere in acciaio?

FRACASSI: Un'altra cosa che so, perché è stata progettata apposta, perché esistono dei precedenti, che un aereo, con tutto il suo carico di carburante e di potenza di energia che si schianta contro un edificio, non è in grado di buttare giù un edificio. Noi abbiamo un esempio: l'Empire State Building eh... è stato colpito...

MENTANA: Lo abbiamo visto...

FRACASSI: ...molti anni prima, da un Boein... da un B-52 che è molto più grande di questo aereo qui, e non ha sostanzialmente... e ovviamente...


Qui Fracassi la spara veramente grossa: non è stato un B-52 a colpire le torri, ma un B-25, considerevolmente più piccolo.

MENTANA: E' più grande un B-52?

FRACASSI: Sì, il B-52 è molto più grande (di questo aereo qui)... è l'aereo più grande che ci sia. Eh... e l'Empire State Building non è stato costruito con questa tecnica, con una tecnica molto più primitiva, non è successo assolutamente nulla. E di edifici che hanno bruciato in maniera molto più violenta -- e in uno di questi... eh... filmati è stato mostrato un edificio di Madrid che ha bruciato tantissimo -- non è accaduto nulla.


L'edificio a cui fa riferimento Fracassi è la Torre Windsor di Madrid. Qui sotto, l'edificio prima e dopo l'incendio. Come si può vedere, le zone esterne della parte superiore sono crollate, ma per Fracassi il danno subìto è "assolutamente nulla". Per approfondire, qui una dettagliata analisi.



FRACASSI: Allora, io parto da queste cosiderazioni, non... non... queste cosiderazioni poi mi fanno porre altre domande ancora, e a prescindere da demolizioni controllate o non demolizioni controllate, poi possiamo anche parlare di questo, però intanto un dato di fatto è che eh... quello che è accaduto non è spiegabile, se non attraverso una cosa miracolosa... eh...

MENTANA: Miracolo in negativo, no?

FRACASSI: Miracolo in negativo.

MENTANA: Miracolo demoniaco, eh?

FRACASSI: Sì, esattamente. Esattamente.

MENTANA: E quell'aspetto che abbiamo visto nelle ultime sequenze... eh... abbiamo visto che la torre che abbiamo mostrato, ha cominciato a cadere praticamente dal punto in cui era stata piagata dalla... arrivo della... dell'aereo...

FRACASSI: Quello è vero.

MENTANA: Quello è...

FRACASSI: Io, ripeto, non essendo un ingegnere, una cosa del genere non la so spiegare, eh... una cosa però la so, perché esistono delle testimonianze in proposito. Eh... nelle due settimane precedenti l'11 settembre, le torri sono state evacuate per tutti e due i fine settimana. E ci sono tante testimonianze riguardo a questa cosa qui, sia di gente che lavorava nelle torri, sia di gente che eh... lavorava o viveva di fronte alle torri. Ehm... sono state evacuate e, eh... sono state spente, per entrambi i fine settimana, l'intero circuito interno alle telecamere, eh... per delle esercitazioni ufficialmente. Dopodiché eh... nel... la settimana prima l'11 settembre, cioè diciamo gli ultimi giorni, eh... non sono più stati fatti circolare i cani antibomba dentro le torri. Queste sono delle cose che si sanno, non che si sanno perché le ha rivelate il Signore, si sanno perché stanno in... dentro testimonianze, dentro dei verbali ufficiali.

MENTANA: Sen... sentiamo... Vinci.

VINCI: Mah, quest'ultima cosa io non so. Non sono a conoscenza del fatto che tutti gli edifici di Manhattan vengono controllati da cani antibomba tutte le settimane. Io questo non lo so, ma non lo credo; ci vorrebbe... ci vorrebbero dei canili infiniti perché i palazzi -- fammi finire [Fracassi fa segno di voler intervenire] -- sono eh... tantissimi. Le torri non sono cascate per via di un incendio; questo non era un incendio, questi erano eh... due aerei che si sono schiantati carichi di carburante. Il filmato lo dice: il... l'acciaio non si è sciolto, si è indebolito e col peso ha ceduto. Eh... per quanto riguarda l'attacco all'Empire State Building -- io non lo so, forse tu me lo puoi dire -- quanto carburante c'era in quell'aereo? Da dove veniva, dove andava? Io non lo so. Il carburante nelle Torri Gemelle ha avuto un elemento fondamentale, cioè ha indebo... col fuoco ha indebolito -- indebolito non sciolto -- l'acciaio. Ehm... e per quanto riguarda l'impianto delle telecamere, io so che in moltissimi palazzi si fanno dei controlli... periodici. Io credo -- credo -- che, alla luce di queste immagini, per poter avallare una tesi che qualcuno ha voluto fare questo apposta -- perché poi le teorie sono due: o è stato un attacco terroristico o qualcuno ha pianificato, qualcun'altro rispetto a bin Laden, ha pianificato questo attacco, una terza ipotesi non c'è -- quindi per poter avallare la tesi che sia stato un ****, cioè qualcosa di... di... organizzato, orchestrato a livello americano, quindi che avrebbe dovuto prendere migliaia e migliaia di persone perché per evacuare tutte le Torri Gemelle per tutto un fine settimana, per impedire che i cani entrino... eh...

MENTANA: Un atto autolesionistico di massa studiato...

VINCI: Di massa che non è... cioè che, di tali proporzioni, su, su quattro aerei, al Pentagono, cioè... eh... sono delle tesi... che per carità, tu hai ragione, noi ci dobbiamo fare delle domande, è giustissimo, tutti quanti noi, e io ci sono tantissime domande alle quali io vorrei una risposta -- parleremo penso spero dopo del Pentagono, ci sono molte domande lì --

MENTANA: Certo.

VINCI: ...però, fino a quando uno non ha una risposta certa che la versione ufficiale non è tale, allora dobbiamo avere delle prove altrettanto forti e francamente parlando in questo momento io ancora quelle poche che ho avuto tempo di guardare su Internet non ne ho trovate.

MENTANA: Fracassi... abbiamo ancora un'ora però adesso devo andare in pubblicità, che non ne abbiamo ancora neanche fatta una.

FRACASSI: Volevo solo aggiungere...

MENTANA: Subito dopo.

FRACASSI: Va beh...

MENTANA: Non te la dimenticherai di certo, no?

FRACASSI: Noo... [risatina]


[fine seconda parte]


Terza parte


MENTANA: Stiamo ancora parlando dei documenti alternativi e dei documenti ufficiali, delle tesi ufficiali e di quelle alternative su quello che accadde l'11 settembre del 2001; l'attacco all'America, l'attacco a Manhattan, l'attacco alle Torri eh... Gemelle. C'era un dibattito, educatissimo per la verità, eh... tra... Fracassi e Alessio... Vinci, che non dimentichiamo è il... capo dell'ufficio di corrispondenza della CNN dall'Italia. Fracassi, volevi aggiungere che cosa?

FRACASSI: No. A proposito... oh... lui giustamente diceva... eh... non... non si può sapere... eh... se tutti gli edifici di New York sono... pattugliati da cani antibomba... eh... oppure no; non lo so nemmeno io, e credo che non lo sappia nessuno. Il, la differenza del, tra il World Trade Center e gli altri edifici di New York: nel World Trade Center c'era stato già un attentato, un attentato dinamitardo nel 1993. E proprio quell'attentato lì, ci deve far pensare molte cose perché in quell'attentato fu usato, fu usata una enorme quantità di tritolo, probabilmente come eh... potenza di es... di deflagrazione è più potente degli aerei che si sono schiantati lì. E non si è schian... non, non quest'attentato non è avvenuto all'ottantesimo piano, dove noi sappiamo bene che eh... diciamo, regge una struttura minore, è avvenuto alla base e in quell'occasione il World Trade Center resse benissimo; ci furono solamente quattro morti... un... mi... migliaio di feriti, ma ci furono solamente quattro morti. Se si vedono le immagini del... basamento... sono devastanti, devastanti...


In realtà i morti furono 6. Prescindendo questo, come dice Fracassi, quell'attentato fa pensare. I terroristi misero una carica esplosiva della potenza di circa una tonnellata di tritolo nel parcheggio sotterraneo della Torre 1 (Torre Nord). Se nell'attentato l'esplosione produsse danni notevoli ma non sufficienti al collasso, non è strano che che molti sopravvissuti si siano salvati uscendo proprio dai piani inferiori (gli esperti di demolizione indicano 0.5 kg di esplosivo al metro cubo)?

MENTANA: Ricordo, con una giornata innevata fino...

FRACASSI: ...sembra che è passato un uragano da quelle parti lì.

MENTANA: Eppure [incomprensibile]...

FRACASSI: Sono devastanti -- si rimane sorpresi -- e l'edificio ha retto. E da allora, sono state prese delle contromisure anche strutturali per migliorare il... la, la, la... diciamo la... la... la stabilità delle torri.

MENTANA: Alessio Vinci, è vero questo che ricorda, eh, Fracassi?

VINCI: L'attacco del '93.

MENTANA: L'attacco del World Trade Center, anzi l'attacco fu... il primo attentato che mise nella convinzione le stesse autorità americane che ci fosse un qualcosa di simbolico nelle Twin Towers, proprio come obiettivo di un attentato dell'estremismo islamico.

VINCI: Infatti io non metto mica in dubbio il fatto che ci sia stato un attentato alle Torri Gemelle da parte degli islamici, o da chi ha messo bombe... Il problema è... eh.. l'attentato del '93 non è... non ha funzionato, probabilmente, per degli errori di posizionamento. Io non lo so questo, sto facendo semplicemente una... una ipotesi...

MENTANA: Fracassi lo ricordava per dire che le misure di protezione di sicurezza, lì, dovevano essere più accentuate, evidentemente, perché comunque...

VINCI: Lo dovevano sicuramente essere, però ripeto, io mettevo -- siccome lui ha detto come una delle prove è che per due settimane non ci sono stati... non sono stati fatti entrare i cani -- io non lo so. Se, se lui... se tu mi dici, negli ultimi due mesi ogni giorno ci sono stati i cani e poi tutto a un tratto non ci sono più andati, allora sì, però, che per due settimane...

MENTANA: Io ti posso portare soltanto una piccolissima testimonianza. Io andai sulle Twin Towers, eh... su una delle due, quella che viene visitata... veniva visitata, quando era ancora su... eh... dai... turisti di tutto il mondo, nove giorni prima dell'11 settembre e... eh... non c'era nessun sistema di sicurezza eh... particolare. Non c'era, in tutta evidenza, non c'era strutturalmente, quindi eh presumo che... eh... in effetti... non si facesse, non si facessero uno scrupolo di osservanza eh... particolare. Però, poi, quello che vede l'occhio del turista, anche se il turista... magari che è attento alle cose giornalistiche non è che quello che vedono i servizi di sicurezza...

FRACASSI: Però il servizio di sicurezza non visitava tutti quanti i piani, tra parentesi.

MENTANA: No, no, no. Ma sto parlando evidentemente della sommità, laddove però c'era il massimo afflusso di persone, perché c'era...

VINCI: Scusa Enrico. Io, essendo giornalista, c'ho questo vezzo di fare domande più che rispondere. Ma, se ci fosse state [sic] delle esplosioni controllate, chi le... chi ha controllato la detonazione e in quella sequenza? Cioè, ci devono essere dei cavi, mica è radiocomandato.

FRACASSI: No, no.

VINCI: Ci sono dei cavi... Insomma... Chi c'è? (Quindi) c'era un kamikaze dentro che...? Questo anche mi chiedo perché non è che...

FRACASSI: La tecnologia... la tecnologia permette di fare... cioè... insomma... uhm... non scherziamo. Le cose radiocomandate... Si mandano aerei dall'altra parte del globo radiocomandati.

VINCI: Quindi erano radiocomandati?

FRACASSI: Io non lo s... non posso darti risposte a cui non posso...

MENTANA: No. Fracassi pone a sua volta le domande. E' come se cerca... cerca ciò che non funziona nella versione ufficiale, non porta una teoria alternativa... quindi c'era quello...

FRACASSI: Non lo so. Ognuno se la fa da sé la propria teoria, nel senso che... eh... aggiungo un elemento in più. Eh... allora, la teoria che cos'è? La teoria è qualcosa che uno afferma senza avere delle prove, dopodiché uno si trova le prove. Allora, per come... eh... l'ho, per quello che ho ricevuto io, la teoria... la... la versione ufficiale è una teoria perché in cinque anni...


E' esattamente il contrario. Non è la "verità ufficiale" ad essere una teoria; lo è quella presentata da Fracassi e in genere dai complottisti. Tutte le "verità alternative", infatti, non reggono alla prova dei fatti.

MENTANA: La versione ufficiale è una teoria... più... so che l'altra volta l'ho detto e qualcuno ha detto: "Eh, allora prendi parte." (Cioè) ho fatto la diretta di quattordici ore, quel giorno, le teo... è ciò che si è visto più... eh... un racconto che mette in fila quel che si è visto; più la rivendicazione di bin Laden; più il famoso filmato segreto di bin Laden che si vanta dell'operazione con lo sceicco (Al-Zawahiri)...

VINCI: Più le voci dei passeggeri su uno degli aerei che *** il pilota.

MENTANA: Arriveremo... No, ma non voglio... eh... ripeto, siccome questo è quello è che si mette in fila, ma proprio per amore di verità, cos'è che non quadra in questo? Perché va confutato, oltre che per un esercizio che è sempre utile per tutti, quello del dubbio?

FRACASSI: No. Eh... ehm... il problema... allora, se io sono... ehm... mi devo... mettiamola così, devo dimostrare qualcosa o mi devo scagionare da qualcosa perché in questo caso qui...

MENTANA: Certo.

FRACASSI: ...l'Amministrazione deve dimostrare qualcosa e si deve scagionare da chi gli dice: "No. Non è vero." -- no? -- cos'è che faccio? Cerco di mostrare delle prove che portano acqua al mio mulino; è la prima cosa che faccio, è una cosa naturale, chiunque lo farebbe. Allora, in cinque anni, il più potente apparato investigativo del mondo, ha prodotto come uniche prove -- prove che, diciamo, che ha... reggono un processo in tribunale -- eh... un passaporto mezzo bruciacchiato di un... eh... di uno dei dirottatori, che sarebbe caduto da una delle torri mentre queste qui bruciavano, è sopravvissuto... eccetera eccetera -- lasciamo perdere le coincidenze -- quel passaporto lì, una valigia che stava in un aeroporto, dove stavano dei manuali di volo, e eh... un pacco spedito da un dirottatore alla fidanzata, sbagliando indirizzo, in Pakistan, che è tornato indietro in... in Florida, lo stesso giorno in cui la casa, sotto sequestro, che oramai se era sotto sequestro [incomprensibile]...


Se per Fracassi quelle riportate sono le uniche prove, evidentemente deve aggiornare le sue indagini. Si veda, per esempio, l'enorme raccolta di documenti del processo Mossaoui.

MENTANA: Ora, non sono gli unici... non sono gli unici elementi che reggono.

FRACASSI: Allora... eh... no, non sono gli ultimi elementi, ma sono gli unici che reggerebbero in un tribunale, tant'è che ci sta... è appena finito un processo a Chicago, su questa cosa qui, eh.

MENTANA: Certo. [Indica Vinci per dargli la parola]

VINCI: Non dimentichiamoci che il più sofisticato apparato investigativo del mondo, che non lo è -- non lo è; io non sto difendendo -- ha fallito nel capire che c'erano un... un certo numero di persone, in questo caso arabe, ma era una coincidenza, probabilmente, che avevano partecipato a delle scuole di volo e volevano sapere come pilotare un aereo, non gli importava niente il decollo e l'atterraggio. Questo fatto è stato comunicato all'FBI, è stato comunicato alla CIA, è stato comunicato a tutti i possibili immaginabili apparati di sicurezza, però uno dei problemi fondamentali dell'11 settembre -- lo dicono le, le indagini, le Commissioni di inchiesta -- è stato che non c'è stato un filo conduttore. Quindi questo non è... noi non siamo di fronte ad un sofisticato apparato investigativo: non è così, non è così.

MENTANA: Allora...

VINCI: Che io so che si parla dell'America come fosse questo paese meraviglioso paese dove funziona tutto; purtroppo non è così. Ma questo non significa che si sono abbattuti le... le torri, che hanno abbattuto le torri.

FRACASSI: [Ridacchia] Nooo...

MENTANA: Allora, andiamo avanti perché c'è ancora molto da vedere, da far vedere e da discutere.

FRACASSI: [Incomprensibile]

MENTANA: No, per favore perché poi... poi ci torniamo.

FRACASSI: Ok.

MENTANA: Perché restiamo lì, alle torri cadute. Uno degli elementi importanti, sia per chi contesta la versione ufficiale, sia per chi la difende, è la questione del famoso settimo edificio. Vediamo cosa ne dice, nel suo film, Mazzucco, e poi la tesi alternativa ad essa.


[Servizio tagliato]

[Fine terza parte]


Quarta parte


MENTANA: ...[taglio] Giulietto Chiesa disse: "Quello era il palazzo dei servizi segreti, della CIA, dell'FBI..." insomma, si porta dietro quel palazzo numero 7, un alone ulteriore di mistero. E' così Fracassi?

FRACASSI: Sì, ma io non mi soffermerei sulla CIA-FBI perché, per esempio, là dentro il palazzo numero 7 era il palazzo della Sec, cioè la nostra Consob, quindi mi sembra molto più importante per quanto riguarda quanto è avvenuto l'11 settembre, che la CIA e l'FBI, francamente. Eh... è più importante perché era il palazzo dove erano custoditi i segreti di tutti quanti i passaggi, i giganteschi passaggi azionari, che ci sono stati nei giorni precedenti all'11 settembre riguardanti alcune socità eccetera, eccetera. Non... non è questo il, il punto. Io... oh... su questo... sul filmato... diciamo il filmato contro-alternativo... l'ultimo che ho visto...

MENTANA: Diciamo non il fil... non la parte del filmato di Mazzucco, ma questo con delle deduzioni diverse.

FRACASSI: Ci sono alcune cose che non tornano. Eh... la prima. Si parla di eh squar... di grandi squarci. Innanzitutto io... ho avuto modo di visionare tante fotografie di quell'edificio, da tutte quante le angolazioni: questi grandi squarci non li ho visti. Poi, un grande squarcio è un grande squarcio non è un buco [indica 20-30 cm], quindi si, dalle fotografie si sarebbe dovuto mostrarli. Si parla di grandi incendi e non si sono visti.


Curioso: Fracassi dice di aver visto le fotografie "da tutte quante le angolazioni", ma queste fotografie non sono note.

FRACASSI: Esistono, di contro, palazzi intorno alle torri che hanno subito veramente grandi squarci e sono rimasti perfettamente integri.


Come fanno degli edifici "che hanno subito veramente grandi squarci" a rimanere "perfettamente integri"? Alcuni esempi di questa presunta integrità:








FRACASSI: Eh... altra cosa... Si dice... eh... Larry Silverstein avrebbe ordinato ai pompieri di minare in quattro e quattr'otto l'edificio. Eh... se si parla con un qualsiasi demolitore -- serio -- eh... come quelli di... di Bari o che so io, insomma, non c'è bisogno di attraversare il pianeta, eh... si sa che ci vuole molto tempo per minare un edificio, quindi, nel caso fosse stato minato, sarebbe stato minato con molto anticipo.

MENTANA: Non si mina in due ore... per... per evitare [incomprensibile]...

FRACASSI: No. Assolutamente no. Vorrei... eh... lo so che... eh... non c'entra nulla con quell'edificio...

MENTANA: No, no, no.

FRACASSI: ...però vorrei dire una cosa riguardante quello che ha detto lui prima riguardo all'FBI. Uhm... una piccola parentesi. E' vero... eh... che... diciamo... negli Stati Uniti non funziona tutto esattamente come vorrebbe e non è il mondo della perfezione, eh... però l'FBI è, credo, ha dimostrato di essere, durante eh... le indagini condotte prima dell'11 settembre, un... un buon servizio segreto perché sono stati sco... cioè, quei dirottatori sono stati scoperti, sono stati denunciati, sono state avviate tante indagini su quei dirottatori che sono state bloccate, tant'è che esistono delle cause, in questo momento, una di queste ha... come eh... avvocato l'ex procuratore generale degli Stati Uniti, cioè quello che ha messo sotto inchiesta, tanto per capirci, Clinton per il caso Lewinski e quello eh... [incomprensibile], che è avvocato di ex agenti FBI che hanno denunciato il *** perché sono stati "mobbizzati" a causa dei loro tentativi di indagine.


Quindi, secondo Fracassi, l'FBI ha dimostrato di essere un buon servizio segreto prima dell'11 settembre ma subito dopo, improvvisamente, è un fallimento? Tutti gli investigatori corrotti?

MENTANA: Non mettiamo... eh...

FRACASSI: No, va beh... però...

MENTANA: Però...

FRACASSI: ...devo chiarire alcune cose...

MENTANA: Qui si può dire tutto...

FRACASSI: Esattamente.

MENTANA: Su questa tesi del settimo palazzo si è parlato tanto; si è detto, poi, che in questi casi, qualcuno ha detto e anche... eh... un rito che viene fatto di far saltare, comunque di... per evitare guai peggiori o per evitare eh... anche qualcosa di peggio, qualche attacco, eh... far brillare, far cadere quindi poi il palazzo con una demolizione controllata.

VINCI: Mah, io non ho capito dal, dal secondo filmato... (uhm)... Quindi la teoria complottista dice che non è stato l'esplosivo... quindi, qual è? Cioè, cosa è stato allora? Lui dice che non è stato l'incendio, loro dicono che non è esplosivo. E come è ca... crollato questo palazzo, allora?

FRACASSI: No, [incomprensibile]...

MENTANA: E' crollato per un... come che è stato detto.

VINCI: Cioè?

FRACASSI: Io...

MENTANA: E' crollato per un cedimento, la tesi che...

VINCI: Quindi, quello che è valido per le Twin Towers...

MENTANA: Quindi, in realtà, è stato lesionato; non è stato né per una decisione presa dalle autorità o dal (proprietario)...

VINCI: Che non sarebbe neanche totalmente... strano.

MENTANA: Lo dico perché so che Alessio Vinci ha, a sua volta, ha ascoltato una teoria simile invece. E' già successo altre volte che si decide...

VINCI: (Mah) intanto, perché la prossimità dell'edificio... ehm... alle zone di soccorso perché... Eh io sono arrivato... ah... a New York la mattina del 12 -- ero ad Atlanta -- e mi ricordo che c'erano migliaia e migliaia di eh... pompieri, eh... agenti che... eh... stavano... racco... che stavano eh cercando, probabilmente, non sopravvissuti, ma sicuramente prove, quindi... eh... la presenza di un edificio così importante, così vicino, poteva essere... poteva essere peri... pericoloso. Quindi non sarebbe da escludere la possibilità che quell'edificio è stato fatto crollare apposta. Ma prendiamo anche l... la teoria che c'erano gli uffici delle CIA, con dei... degli elementi, con dei documenti sensibili, non è assolutamente una cosa strana doverlo... dover fare... eliminare...

MENTANA: Quindi, diceva Fracassi, perché Chiesa intenda, perché Fracassi non ha...

VINCI: ... eliminare, eliminare questi documenti. Se, se viene abbattuto un elicottero dell'esercito america... americano in Iraq, se questo elicottero non è distrutto i, chi sopravvive o chi della *** dell'elicottero hanno il compito di distruggere l'elicottero. Se non lo fanno loro lo fa l'aviazione.

MENTANA: Questa vicenda del... questa vicenda, però, del palazzo 7, effettivamente resta ancora lì eh... sul...

FRACASSI: Però, quello che sta dicendo lui va a avvalorare teoricamente la tesi della demolizione controllata.

MENTANA: Ho citato non per... ma io ho citato non per caso, non a caso, proprio perché so che è una tesi...

FRACASSI: Però la demolizione controllata ha una caratteristica: che non può essere stata decisa lo stesso giorno dell'11 settembre. Cioè, hm... se è funzionata male la difesa aerea perché c'è stata impreparazione, noi stiamo parlando di, del caos totale in mezzo al caos totale...

MENTANA: Lo so, ma questo ha senso Fracassi, ho sentito; è difficile pensare che si riesca in poche ore a decidere di far... eh... cadere un palazzo, di farlo... eh... indebolire, di riuscire a mettere le cariche...

FRACASSI: Nel caos dell'11 settembre...

MENTANA: Certo.

VINCI: Tant'è vero che la versione ufficiale è cedimento... (dell'edificio).

MENTANA: ...[incomprensibile] qui cerchiamo di capire tutto. A proposito, hai citato prima il caso, famoso, dell'aereo militare che è andato a toccare un altro grattacielo simbolo di New York, l'Empire State Building. Siamo andati a riprendere quella parte di filmato che abbiamo mostrato l'altra volta, che riguarda proprio quella vicenda, per dimostrare che forse l'aereo non era così... eh... enorme.


[Servizio]

MENTANA: Ecco. Era giusto ricordarlo per dire: "è un B-25". Però è vero anche che abbiamo visto la documentazione che è in un altro, nell'altro filmato, l'abbiamo mostrato l'altra volta, che è di confutazione delle tesi ufficiali. Ma, se c'è una vicenda che resta eh... in discussione, anche perché in questi giorni, l'abbiamo già detto, e... esce un film, è uscito un film in America, che rievoca quella vicenda -- no? -- dei passeggeri eroi di quel volo; è la vicenda, proprio, United 93, quell'aereo che si è andato a chiantare lontano... eh... da ogni obiettivo strategico, forse, appunto, per la reazione dei passeggeri. Vediamo già la scritta "Il volo United 93" [indica il maxischermo], ma ne parliamo subito dopo la pubblicità. A tra poco.


[Fine quarta parte]


Quinta parte


MENTANA: Stiamo parlando, come sanno i nostri telespettatori che ci hanno seguito dall'inizio, dei dubbi e delle versioni alternative eh sull'11 settembre... eh... del 2001. E' la seconda puntata che dedichiamo a questo argomento e dicevamo, prima della pubblicità, che stiamo per parlare del famoso volo della United, il Volo numero 93, quello in cui ai dirottatori si ribellarono i passeggeri e, secondo quanto si è detto fino a oggi, quell'aereo proprio precipitò in aperta... eh... campagna. Vediamo però nel filmato che fa da filo conduttore delle tesi alternative a quelle ufficiali, filmato, il film di Massimo Mazzucco, come si parla di quell'episodio.


[Servizio tagliato]

MENTANA: La parte... lo dicevo... controversa, è la parte molto controversa, questa di questo volo. Tra l'altro è già arrivato in America -- sta per arrivare anche in Italia -- il film che... eh... ricostruisce eh... ovviamente secondo le tesi ufficiali, quelle eh... che forse non sono smentibili neanche da qualsiasi altra fonte alternativa... Ti sei spaventato? [Rivolto a Vinci] C'è un temporale sopra di noi e visto che si parlava di queste cose... E' una turbo... è una turbolenza che non riguarda il nostro studio -- Abbiamo visto, del resto appunto, che il film che sta per arrivare anche in Italia, mostra quelli che sono, stando alle... intercettazioni che ci sono state, sicuri episodi di eroiso e comunque di ribellione dei pesseggeri a bordo nei confronti dei dirottatori. Fracassi, cosa... eh... si dimostra di questa vicenda al di là delle tesi e contro le tesi ufficiali?

FRACASSI: Della vicenda dell'aereo... 93?

MENTANA: United 93.

FRACASSI: Allora... eh... la vicenda dell'aereo 93 si basa -- la ricostruzione si basa come è stato visto -- eh... praticamente solo sulle... ehm... registrazioni delle telefonate che ci sono state. (Benissimo) che hai appena detto che sono incontrovertibili. Io su queste qui qualche dubbio ce l'averei; nel senso... io... a parte che non le ho sentite mai quelle telefonate, però questo è un dettaglio, eh... il dubbio è il seguente. Chi è stato negli Stati Uniti, e lo sa bene, è... eh... il sistema di copertura telefonico americano è molto diverso da quello nostro italiano, che comunque ha già dei grossi buchi. E' molto diverso, primo perché... eh... ci sono intere zone, essendo l'A... l'America sterminata, ci sono intere zone che non hanno nessun tipo di copertura.


Fracassi dice che l'America è troppo sterminata per poter essere coperta dalle linee telefoniche. Per quale motivo, allora, quando parla della mancata intercettazione degli aerei dirottati, non è più altrettanto sterminata?

Inoltre Fracassi non precisa, o non sa, che le telefonate non furono fatte da cellulari (tranne due, cadute subito), ma dagli speciali telefoni installati a bordo, chiamati Airphone, che hanno una copertura nazionale totale, separata da quella della rete cellulare e sono fatti apposta per poter telefonare durante i voli.

MENTANA: Di copertura, certo...

FRACASSI: E poi perché non hanno... dei ... gestori di cellulari che coprono l'intero territorio natur... nazionale, ma hanno dei gestori più locali quindi messi a macchia di leopardo. Questo vuol dire che se io faccio una telefonata e mi sposto, poi su un aereo ci si sposta molto rapidamente, nel giro di pochi minuti passo da zone in cui non ho campo per niente, zone in cui sto in rooming perché non è il mio gestore eccetera, eccetera...

MENTANA: Passa da un gestore ad un altro gestore che offre i suoi... eh...

FRACASSI: Esattamente. Ci vuole del tempo per passare da... da un gestore all'altro. Eh... in, secondo le ricostruzioni di queste telefonate, una telefonata è durata addirittura 13 minuti. Allora, vuol dire che per 13 minuti la linea non è mai caduta; eh... da quello che risulta, sia chi telefonava, sia chi riceveva, riusciva a beccare al primo colpo la linea. Cioè, ci stanno alcune cose che sono, diciamo... è come vincere un terno al lotto.


Falso. I passeggeri non presero subito la linea. Proprio la telefonata di Todd Beamer, durata 13 minuti, a cui si riferisce Fracassi fu l'ultima di una serie di tentativi che andarono a buon fine alle 9:43. Inoltre venne effettuata con l'Airphone, non con un cellulare. Qui un'esauriente analisi sulle telefonate dai 4 voli.

MENTANA: Fracassi, vediamo di intenderci. Abbiamo spiegato già nel filmato... eh... che si contrapponeva alla tesi.. eh... di Mazzucco, che questa vicenda non è così facile, comunque, da, da descrivere; nessuno... eh... nega che ci sono degli aspetti che sono oscuri. Eh... ciò a cui facevo riferimento è solo che sicuramente eh... ci sono stati degli episodi di ribellione dei passeggeri nei confronti dei dirottatori, a meno che non si pensi a una sceneggiata, che sarebbe terribile, impensabile, solo quello stavo dicendo. Riguardo... riguardo al... alla facilità di comunicare attraverso i cellulari in volo, ovviamente, abbiamo sentito che, le tue parole, le sue parole, sono... eh... interessanti, che fanno riflettere. Ma Vinci cosa vuol dire a riguardo?

VINCI: Mah, intanto se si fosse trattato di una sceneggiata sarebbe stata una sceneggia... cioè bisognerebbe ipotizzare una sceneggiata con la complicità dei familiari a terr... (cioè) a terra. Cioè, la moglie di uno di questi dovrebbe avallare la teoria che suo marino, marito, non ha mai lasciato un messaggio telefonico sulla segreteria telefonica di casa dicendo: "Siamo stati... l'aereo è stato dirottato" eccetera, eccetera. Quindi, questo io tenederei ad escluderlo... eh... ma così, proprio come prima cosa. Secondariamente una telefonata di 13 minuti. Io credo... Intanto, molte di queste telefonate non sono state fatte dai cellulari, ma dai airphone, che sono dei telefoni che in America, già ormai da diversi anni, sono presenti in tutte le file, anche in classe economica, di solito sul sedile centrale di ogni sessione di... di sedile, quindi sono telefoni dove tu puoi prendere, mettere la carta di credito e cominciare a telefonare subito, è una cosa semplicissima. Per quanto riguarda la telefonata di 13 minuti, io, onestamente, non so a quale telefonata esattamente ti riferisci, ma se uno di loro fosse riuscito a fare una telefonata, tu ce lo vedi che parla per quattro minuti: "Papà ora ti lascio, ne parliamo dopo" e spe... e chiude? No, continua fino a quando può continuare. Quindi, io credo che... eh... le telefonate lunghe si spiegano, il complotto è assolutamente... eh... impossibile...

MENTANA: Semmai non si spiega perché i terroristi dovevano lasciar telefonare. Questo...


[Fine quinta parte]


Sesta parte


VINCI: Eh... oh... quanti erano su quell'aereo, *** forse?

FRACASSI: Però, a proposito della stranezza di queste telefonate, se si va a vedere quello che hanno detto, ci sta una telefontata che ha del surreale. Eh... se io telefonassi a mia madre, in una situazione del genere, incomincerei urlando, gridando aiuto, chiedendo qualche cosa. Uno dei personaggi che ha fatto più telefonate, quando fa la sua prima telefonata alla mamma dice: "Buongiorno, mi chiamo..." come se io telefonassi a mia madre: "Buongiorno, mi chiamo Franco Fracassi." Mi sembra una cosa curiosa, cioè... mh... credo che nessun... nessuno farebbe mai una telefonata del genere.


Il passeggero menzionato è Mark Bingham. A parte la giusta obiezione (qui sotto) di Mentana, la stessa madre del ragazzo, come si può leggere qui non ha trovato niente di surreale in questa telefonata.

MENTANA: Ciò che noi, cioè... ciò che passa nella testa di chi si trova in una situazione del genere...

FRACASSI: Su questo... su questo non c'è dubbio.

MENTANA: Io vorrei che noi cercassimo... o perlomeno io sono disponibile, francamente, per, proprio per attitudine, per atteggiamento mentale, che quello fosse... eh... la nostra distorsione di giornalisti a... a cercar di capire qualsiasi tesi. Ma perché avrebbe dovuto fare qualcosa di alternativo, questa recita di massa su questo volo non lo riesco a capire, anche se io sono pronto ad accogliere, personalmente, concettualmente la tesi che, vista quella situazione, quell'aereo non sia... sia potuto cadere in un modo diverso da quello... eh...

FRACASSI: Su questo io... eh... questa è l... diciamo... io mi... questa sera non volevo parlare di nessuna teoria; su questo ho una mia teoria del tutto... eh... cam... diciamo, senza nessuna prova, te... pura teoria. Allora, quello che è accaduto l'11 settembre, eh... ha...

MENTANA: Al volo 93? O in generale?

FRACASSI: Sì, il volo 93 è l'esempio più clamoroso però...

MENTANA: Sì, quello che è accaduto l'11 settembre in generale...

FRACASSI: ...insomma, diciamo, rapportandolo anche a tutto quanto il resto. Ehm... ci sono due episodi significativi: uno è questo qui delle... dei passeggeri che si sono rivoltati e l'altro è dei pompieri che sono morti dentro le torri. Perché sono significativi? Perché in una vicenda, quando si racconta una vicenda drammatica -- io sto parlando, in questo caso qui di pura teoria, quindi di un film. Se io dovessi scrivere un film drammatico... eh... chi scrive film o chi...

MENTANA: Sì. E' una storia che ha cambiato la storia del mondo negli ultimi cinque anni.

FRACASSI: ...o chi racconta storie di questo genere qui, sa benissimo che hanno bisogno di alcuni elementi fondamentali.

MENTANA: (Cioè?)

FRACASSI: Questi elementi fondamentali...

MENTANA: L'eroismo dei... dei...?

FRACASSI: Sono gli eroi all'interno di una vicenda. No. Io sto -- ho detto che è una teoria, quindi non è, ovviamente, suffra... suffragata da alcuna prova -- eh...

MENTANA: Eravamo riusciti a arrivare quasi alla fine senza delle teorizzazioni...

FRACASSI: No, no, no, ma è... è evidente, cioè... eh... tu mi hai chiesto come mai...

MENTANA: Ma certo...

FRACASSI: ...una cosa del genere. Io su una cosa del genere non so dare risposte. Eh...

MENTANA: Eh... che... tutta una quest... una... messinscena di questo genere avrebbe bisogno, per... eh... trovare fondamento e impatto emotivo della presenza di eroi...?

FRACASSI: Esattamente. Perché se fosse...

MENTANA: Ma questo presupporrebbe un gigantesco burattinaio...

FRACASSI: Che se lo fossero fatti da soli, diciamo così, l'attentato -- come aveva detto lui [indica Vinci]. Cioè, se nel caso in cui l'Amministrazione Bush avesse deciso di auto-farselo -- l'attentato -- in questa ipotesi, eh... avrebbe avuto bisogno di alcuni elementi e uno di questi elementi è la presenza di eroi. In tutti [sic] le storie di questo tipo, in tutti i film di questo tipo, eh... è presente un elemento del genere. Questa è una teoria.

MENTANA: E' una teoria e... e... che non è... su cui, penso, Alessio Vinci...

VINCI: No, no, in questo caso qui, no. Cioè, (cioè), ammazzare decine e decine di pompieri per creare gli eroi, per non parlare dei passeggeri, eccetera, eccetera. La teoria dell'eroe c'è; io l'ho vissuta sulla mia pelle, in Iraq, col... la... soldatessa Lynch. Io, ho raccontato quella storia, che era una storia completamente diversa da quella che era stata raccontata da... dal Pentagono, quindi non entriamo in questo particolare. Quindi...

MENTANA: E' una storia che è stata sceneggiata a posteriori. La... l'eroina Jessica, no?

VINCI: Sceneggiata a posteriori. Il film, l'eroina, il soldato Jessica Lynch presa in ostaggio. Si era difesa con il cari... sparando colpi... tutto falso.

MENTANA: Questo per indicare che può succedere...

VINCI: Può succedere.

MENTANA: ...ma anche un'altra cosa; che il giornalista Alessio Vinci eh...

VINCI: Era lì.

MENTANA: ...sa che possono esistere queste cose.

VINCI: Può esistere, non lo escludo. Ma escludo assolutamente, categoricamente che questo sia successo quel giorno lì, perché al di là del compl... di quelli che hanno messo le bombe, al di là di quelli che hanno messo... anche, anche uccidere i pompieri no. Però volevo dire una cosa, che forse... però io vorrei...

MENTANA: Anche perché saremmo alle prese con il più gigantesco gruppo criminale [incomprensibile]...

VINCI: Esatto, ma io vorrei dire... scusami... C'è una cosa però credo...

FRACASSI: Ma io [incomprensibile] ma questo nel caso in cui uno... cioè qui stiamo parlando di una tesi, diciamo, complottista...

MENTANA: Sì, sì, ma la tesi... Scusa Fracassi, se la si costruisce poi uno dovrebbe anche dire, per coerenza, perché uno dovrebbe fare tutto questo.

VINCI: Il motivo, il movente del crimine quale è stato? Ma poi c'è un'altra cosa che vorrei dire su... per quanto riguarda la... il volo del... 93, schiantato in Pennsylvania. Se si può trovare il fotogramma dell'impatto sul... sul terreno. Io credo che non c'è un solo buco, credo che si vedano le due ali, lateralmente al buco, se uno vuol fare la teoria. E poi un'altra cosa. Ammettiamo, ammettiamo anche la teoria dell'abbattimento; perché l'Amministrazione americana, eh... trovandosi sotto attacco con due aerei già schiantati sulle Torri Gemelle -- se non sbaglio il terzo si era già schiantato sul Pentagono -- quindi c'era chiaramente un attacco in corso, per quale motivo non lo avrebbero dovuto abbattere? E se lo avessero abbattuto era semplicissimo...

MENTANA: Perché negarlo...

VINCI: ...dire: "Era meglio abbatterlo in Pennsylvania, che non farlo schiantare su Washington"? Quindi io credo che, anche se fosse stato abbattuto, in quel momento, sarebbe stato, o successivamente, sarebbe stato molto semplice, tra virgolette, semplicemente spiegare che l'alternativa al non abbatterlo sarebbe stato un altro attacco su Washington.

FRACASSI: Non avresti avuto più gli eroi, però, in quel caso.

VINCI: Beh, allora torniamo al discorso, dobbiamo ammazzare 90 persone per creare degli eroi.

MENTANA: Questo è un discorso molto, molto...

FRACASSI: Quando ne sono morte 3000, 90 in più, 90 in meno, non è che cambia molto, insomma.

MENTANA: Eh...

FRACASSI: No, eh... stiamo parlando di... di... se di numeri sono...

MENTANA: No, no. Se... eh... io non commento e seguo... Ripeto, se ci inoltriamo eh... come abbiamo fatto in questa puntata nelle tesi alternative, poi è giusto...

FRACASSI: No, però, visto che...

MENTANA: ...prendere in considerazione e ascoltare... eh... tutto.

FRACASSI: Esattamente, esattamente.

MENTANA: Non spetta a me commentarlo, ma ai telespettatori. Fra poco però c'è l'ultimo aspetto, quello su cui tanto si è discusso: l'aereo caduto sul Pentagono. Subito dopo la pubblicità.


[Fine sesta parte]


Settima parte


MENTANA: E' l'ultima parte, quella in cui parliamo dell'aereo fantasma -- come dice il titolo di questo capitolo -- del... eh... Pentagono e in cui poi tireremo le somme di tutto quello che si è detto questa sera. Allora, sappiamo qual è la vicenda; la vicenda è quella dell'aereo dirottato che va a... precipitare proprio sulle mura del Pentagono, della sede del Dipartimento alla Difesa americana. Si è detto che di quell'aereo non si è mai vista traccia, e neanche ci hanno aiutato le immagini che sono state sdoganate da poco dallo stesso Dipartimento alla... eh... Difesa. Vediamo come, nel film di Massimo Mazzucco, si parla di questo aspetto.


[Servizio tagliato]

MENTANA: Ecco, questa è... costruita, scenicamente, molto bene; comunque è la tesi alternativa, o l'insieme dei dubbi, riguardanti la vicenda dell'aereo fantasma sul Pentagono. Prima di sentire eh... le idee diverse, la confutazione, il tentativo di confutazione, le contro-tesi di... dei nostri eh collaboratori, è giusto che, eh... visto che si citava anche il corrispondente dal Pentagono della CNN, è giusto che... Vinci dica la sua su quella citazione.

VINCI: No, dico la sua, non la mia, perché lui era il corrispondente che era lì poche ore dopo l'impatto, e, purtroppo, questa parte che viene ulti... utilizzata nel documentario, è soltanto una parte di un servizio molto più lungo.

MENTANA: Una estrapolazione.

VINCI: Sì, sono alcuni secondi da un servizio durato diversi minuti. Eh... lui è stato preso completamente fuori contesto perché lui lì non raccontava quello che aveva visto lui, lui rispondeva a una domanda, di uno dei ***, che gli chiedeva che c'era stato un testimone oculare che parlava di un impatto avvenuto prima del Pentagono, quindi, di un, eventualmente, di un buco di una evidenza di un... di un att... di un aereo che è crollato su... vicino al Pentagono. Lui diceva: "No, io non ho visto niente che si... niente che, che mi possa suggerire che ci sia un aereo vicino al Pentagono. L'unico che vedo -- e lo dice qua -- l'unico che vedo è l'impatto sul Pentagono stesso." Quindi lui parlava di quello che diceva un testimone oculare. Secondariamente, lui, quando parla di "non c'è evidenza di grandi pezzi di fusoliera, grandi pezzi di..." lui parla di grandi pezzi, ma non esclude -- tant'è vero che il servizio qui lo dice, io ho qui il testo integrale del servizio -- lui dice che ci sono, che lui stesso ha fatto delle foto ad alcuni pezzi piccolissimi di fusoliera e di quello che sembra essere il cockpit*.

MENTANA: Era giusto perché era citato...

VINCI: Esatto.

MENTANA: Era era giusto darti la parola perché era citato il corrispondente della CNN.

VINCI: Purtroppo ogni tanto c'è... un po' di malafede.

MENTANA: Aspetta, sentiamo prima le tesi di Paolo Attivissimo, eh... che sono state... eh... messe insieme e elaborate da Anna Migotto.


[Servizio tagliato]

MENTANA: Questi sono... le due versioni, le due tesi eh... messe in... eh... contraddizione. Abbiamo sentito per l'ultima volta un estratto del film di Massimo Mazzucco, tra poco sentiremo anche l'autore, e poi eh le tesi alternative che sono state elaborate eh... sui suggerimenti di Paolo Attivissimo. Allora, Fracassi però...

FRACASSI: Allora, innanzitutto, oh... sul secondo filmato che abbiamo visto ci sta una cosa che eh... -- è brutto dirlo? -- non è vera. Eh... no, è brutto dirlo nei contronti di chi l'ha fatto. [ridacchia]

MENTANA: Si sono dette cose molte più brutte. Non è vera perché?

FRACASSI: Eh... nel senso che... è stato fatto vedere il motore di... di un aereo, è stato detto che questo ae... questo motore era perfettamente compatibile col motore dell'aereo. Allora, i Boeing 757 portano dei motori Rolls Royce. Eh... un giornalista, eh non mi ricordo francamente quale...

MENTANA: Un giornalista.

FRACASSI: Esattamente. E' andato ad intervistare il capo dei tecnici della Rolls Royce che produce quei motori, gli ha fatto vedere le fotografie, gli ha fatto vedere i filmati e lui ha detto: "Non è il motore di un Boeing 757." Ha escluso la cosa, quindi, quel motore lì non può essere perché l'ha detto chi l'ha costruito. Eh... la seconda cosa invece, una cosa molto poco plausi... plausibile, e cioè la scatola nera è inservibile. Allora, noi sappiamo... eh... (cioè) nei... in incidenti aerei molto più devastanti contro... non contro edifici che sono relativamente molli, ma contro montagne di granito, le scato... le scatole nere vengono recuperate e vengono lette. E' molto curioso che in questo caso, contro un edificio che per quanto possa essere duro sicuramente è meno duro di un edificio di granito, la scatola nera... eh...

MENTANA: E' ***

FRACASSI: Esattamente. Eh, poi vorrei dire solamente una cosa...

MENTANA: Prego.

FRACASSI: ...in più sulla... sull'impossibilità del fatto che un... un aereo di linea possa aver colpito il Pentagono, una cosa che non è stata detta nel... nei due servizi. E cioè: il Pentagono ha un sistema di difesa. Potrà sembrare [ridacchia] eh... una cosa curiosa, ma è, credo, la cosa più normale del mondo.

MENTANA: Mi sembra anche ovvio, certo.

FRACASSI: E' credo il posto più importante del mondo.

MENTANA: E quindi? E' un sistema antiaereo automatico per cui è impossibile?

FRACASSI: Ha un sistema di difesa molto sofisticato che è formato da cinque batterie antimissile. Queste cinque batterie antimissile si am... si azionano anche senza l'intervento umano perché può succedere che la persona che li aziona si sente male, eccetera eccetera -- sappiamo benissimo come funzionano queste cose. Gli scattano automaticamente il comando*...


Quanto sostenuto da Fracassi è in contraddizione alle affermazioni del comandante-pilota Claudio Galavotti (ritenuto fonte attendibile anche da Chiesa nella puntata del 24 maggio), nello speciale del TG1 del 19 febbraio 2006. Il passaggio:

OLLA: "Ma, come mai è possibile sorvolare il Pentagono? Il Pentagono non è protetto dal cielo?"

GALAVOTTI: "Oggi come oggi, non è più possibile farlo. Però... eh... partendo dal presupposto, che ha detto il comandante Arpino, con la sorpresa di quel...gli istanti, in quei minuti in cui... eh... era veramente difficile tracciare tutti gli aeromobili e capire cosa stava succedendo, ed essendo un periodo di basso livello di attenzione da parte del sistema americano, era possibile avvicinarsi al Pentagono. Addirittura non c'erano difese in loco per quanto riguardava la difesa del Pentagono e della Casa Bianca."

MENTANA: E quindi un aereo non avrebbe potuto avvicinarsi né tantomeno colpire il Pentagono?

VINCI: Abbattuto automaticamente?

FRACASSI: Sarebbe stato automaticamente abbattuto, a meno che, il radar di queste batterie antimissile l'avesse riconosciuto come amico, come...

MENTANA: Non avesse proceduto* alle procedure di riconoscimento, certo. Chiarissimo.

FRACASSI: Esattamente.

VINCI: O aereo civile. O aereo civile.

FRACASSI: L'aereo civile non è...

VINCI: Qui vale la teoria che tu ricordavi all'inizio, l'aereo di Thomas... come si chiamava il tedesco... [rivolto a Mentana]?

MENTANA: Mathias Rust.

VINCI: ...Mathias Rust, scusami. Eh... l'aereo probabilmente...

MENTANA: L'aereo è atterrato sulla Piazza Rossa di Mosca.

VINCI: ...probabilmente l'addestramento era "vola basso" perché eviti questo sistema, se c'è.

FRACASSI: Sì, ma ci stanno dieci anni di differenza. Quindici anni credo, di differenza, contando...

VINCI: Poi stavo pensando una cosa.

MENTANA: Quindici anni.

VINCI: Tu guarda un po' come sono fessi questi. Hanno organizzato tutto questo attacco: le Torri Gemelle, le bombe, le co... e hanno sbagliato e gli hanno messo il motore sbagliato, alla fine? Hanno trovato il motore di un 757 Rolls Royce che non era il suo? Hanno fatto proprio questo errore? Dopo aver... dopo aver complottato, aver messo in sce... tutta questa messinscena, sono riusciti a trovare i 4 aerei, per anni e anni hanno addestrato i piloti arabi, per... hanno ammazzato piloti, hanno ammazzato gente, hanno ammazzato i pompieri, hanno fatto abbattere un aereo così, e poi, sul momento in cui dovevano piazzare l'arma del delitto, hanno sbagliato motore? No, non ci credo.

MENTANA: Allora, probabilmente noi potremmo andare avanti eh... 12-13 ore a parlare di questo, eh... abbiamo però mostrato eh... le cose salienti, i fatti salienti, i cinque capitoli importanti di quell'11 settembre raccontato da una storia ufficiale, ormai archiviata, diciamo, e contestato sempre più, progressivamente, da una marea montante... di... tesi alternative, dati alternativi, documenti alternativi; tant'è che domani, a Chicago, si apre un convegno, un nuovo convegno, proprio che mette insieme tutte le tesi alternative a quella ufficiale sull'11 settembre.


[Fine settima parte]


Ottava parte


MENTANA: (Ci) siamo largamente avvalsi, lo abbiamo detto tutte le volte, di un film del regista Massimo Mazzucco. Penso che Mazzucco sia collegato telefonicamente con noi da Los Angeles. Massimo?

MAZZUCCO: Sono qua, sono qua. Sono qua e vi...

MENTANA: Grazie. Grazie, intanto, di averci permesso eh di mostrare ampiamente il... il film. Hai seguito...?

MAZZUCCO: Permettimi di dire una cosa.

MENTANA: Prego.

MAZZUCCO: Non è falsa cortesia -- ringrazio vermente te, voi, perché... eh... dare spazio a una cosa del genere, con il peso che comporta, è veramente notevole, lo state facendo con grande correttezza e va riconosciuto sicuramente. Finora non c'è, non ci è arrivato ancora nessuno e questo va detto. Eh... se posso... ho seguito un pochino al telefono, tramite un amico, perché putroppo non... canale 5 in diretta non arriva ancora in certi States.

MENTANA: A Los Angeles no.

MAZZUCCO: Ma comunque sia, se mi permettete, io, io stesso avevo chiesto di non partecipare perché mi sembrava che il film avesse già detto abbastanza e quindi non mi sembrava giusto. Però, vorrei solo correggere 2-3 eh... cose non corrette che sono state dette, perché il pubblico che non conosce questi problemi non è giusto che... che vada a dormire con certe informazioni sbagliate.

MENTANA: Certo.

MAZZUCCO: Solo questo, se mi permettete. Partirei dall'ultima, proprio. Ho sentito che Vinci -- che tra l'altro Vinci è un... è un... è un giornalista che io ascolto sempre volentierissimo, faccio il tifo per lui quando è in CNN perché lo trovo veramente bravo -- però mi stupisce un po' che abbia detto... che abbia detto che quel... ha praticamente accusato che quel... quel video di McIntyre sia stato in qualche modo usato fuori contesto. Forse non ha sentito bene, ma McIntyre all'inizio dice "From my close-up inspection", cioè "dal mio sopralluogo ravvicinato", non è, non sta assolutamente raccontando niente di nessun altro. Che poi volesse dire un'altra cosa sono affari suoi, ma lui ha detto, ha detto "from my close-up inspection", "dal mio sopralluogo ravvicinato." Non è giusto dire che non ha detto quello (che ha detto).

MENTANA: Possia... possiamo dire Mazzucco che non c'è... che... eh... la citazione non era vostra, tua...

MAZZUCCO: No, io...

MENTANA: ...non è stata un'estrapolazione... eh... manipolatoria e... eh... probabilmente...

MAZZUCCO: Sicuramente... Certo io... [incomprensibile]

MENTANA: ...questo lo diciamo con chiarezza e diciamo anche però che penso che anche Vinci non abbia nessun intento eh... mistificatorio...

VINCI: Asso... assolutamente no. Era semplicemente... io parlavo... lui stava raccontando quello che gli era stato detto da un testimone; cioè un testimone gli aveva raccontato...

MAZZUCCO: Sì?

VINCI: ...che secondo lui l'impatto dell'aereo, o dell'oggetto, era avventuto prima del Pentagono e allora lui ha detto: "From my close-up inspection" cioè "da quello che vedo io", io McIntyre...

MAZZUCCO: Sì.

VINCI: ...non c'è "evidence of a plane having crashed anywhere near the Pentagon"...

MAZZUCCO: Infatti*.

VINCI: ..."non c'è prova che un, un aereo sia... si sia schiantato vicino al Pentagono, ma soltanto contro il Pentagono."

MAZZUCCO: Eh beh, questa parte io non l'ho sentita...

VINCI: Eh...

MENTANA: Però, però... però...

VINCI: Io ho trascritto qua.

MENTANA: Però qui entriamo in una...< MAZZUCCO: D'accordo, io riconosco...

MENTANA: ...in un dettaglio specialistico.

MAZZUCCO: Certo, certo, infatti.

MENTANA: Chiedo scusa. Non siamo...

MAZZUCCO: Diciamo pure che va benissimo perché Vinci sa sicuramente meglio di me, conosce i filmati CNN e di questo tipo, quindi va benissimo. Io... (purtroppo) questo è quello che gira in rete. Un'altra cosa che vorrei dire è questa: io non ho la presunzione di sapere assolutamente cosa è successo quel giorno, sarebbe un miracolo se lo sapessi, ma non faccio né il terrorista, né, né, né l'investigatore. Io ho raccolto in questo film solamente dei fatti; li ho messi a disposizione di chi vuole vederli -- e chi vuole vederli può farsi un'opinione -- e chiaramente la mia... la tesi... -- sottinteso che io sostengo che qualcosa è andato storto, però, chiaramente, non so dire che cosa.

MENTANA: Certo.

MAZZUCCO: Quando sento dire a un certo punto, sento i ragionamenti all'indietro: "Non potrebbero aver fatto questo perché, per qui, per là" io non, non so, ho un modo di ragionare diverso. Io... io... Ci sono questi fatti; ci sono delle esplosioni nelle torri? O qualcuno me le spiega oppure io resto con un dubbio.

MENTANA: Tu vuoi stare... tu dici: il modo migliore per affrontare questa materia è stare alla materia di fatto, no?

MAZZUCCO: Beh sì, perché nessuno di noi [incomprensibile]...

MENTANA: E poi spetterà a qualcun altro spiegare il perché o il per come.

MAZZUCCO: Beh sì, mi sembra più giusto.

MENTANA: Però...

MAZZUCCO: Io sicuramente non ho quella presunzione. Io presento dei fatti...

MENTANA: Ecco...

MAZZUCCO: ...è stato un grande sforzo devo dire, perché chiaramente, è una fatica...

MENTANA: No, no. Ma eh... se...

MAZZUCCO: Non dico di andare oltre, ma...

MENTANA: Sei stato regista e produttore indipendente di questo... eh... di tutto questo... eh... di tutto questo...

MAZZUCCO: Esatto, mi sono creato da solo [incomprensibile]. Eh... eh... un'altra, un'altra cosa adesso che ho fatto... ho preso un po' di appunti al volo...

MENTANA: Hai preso appunti, ma, purtroppo, tu sei avvantaggiato dal fatto che a Los Angeles eh... siamo nel primo pomeriggio, qui è notte fonda, è l'una e quaranta, e ho, giustamente, i colleghi del telegiornale col forcone in mano... [risatina]

MAZZUCCO: Lasciami solo dire, allora -- (siccome) non so se l'avete detto -- tutto quello che avrei voluto dire qui, lo diremo sul nostro sito che è Luogocomune.net, da lì, dove è nato tutto questo lavoro e ci sono 4000 iscritti che hanno fatto un lavoro collettivo, con *** a questo film. Quindi, parlo anche a nome di tutti, vi ringrazio incredibilmente per...

MENTANA: No, no, non devi ringraziare. Grazie a Massimo Mazzucco. Io, però -- se vuoi resta anche in linea -- voglio sentire un attimo anche Paolo Attivissimo che ha... eh... ha avuto... eh... ha avuto un ruolo importante -- abbiamo solo pochi secondi però lo voglio assolutamente sentire e ringraziare -- un ruolo molto importante nelle tesi che si contrapponevano a quelle del film di Mazzucco. Attivissimo?

ATTIVISSIMO: Buonasera.

MENTANA: Buonasera. E' sta... Allora... grazie... grazie anche a te. Spero che il lavoro che abbiamo fatto, anche con il tuo contributo, sia stato soddisfacente; tu ci ascolti anche tu... tu ci hai seguito anche tu dall'estero, anche se da molto più vicino di Mazzucco, vero?

ATTIVISSIMO: Sì, sì, io sono a Lugano. La cosa interessante che credo sia emersa questa sera è che è molto facile assemblare delle immagini anche apparentemente innocenti, come quella della scatola eh... con il telo blu, e farle sembrare inquietanti e misteriose; in realtà, come si vede guardando bene quella fotografia, si nota che è semplicemente una tenda, che è stata assemblata davanti al Pentagono; lo si vede perché le persone stanno reggendo con poco sforzo questo enorme contenitore, quindi non c'è nessun mistero. E questa purtroppo è una tendenza molto frequente nell'assemblare le immagini di questi filmati...

MENTANA: Certo, (certo)...

ATTIVISSIMO: ...favorevoli alle tesi di complotto.

MENTANA: Però possiamo dire una cosa *** Nel ringraziarti ancora una volta e nel ringraziare a... voglio dire, a nome delle verità tutti coloro che si stanno... eh... adoperando con una tesi o con l'altra per fare maggiore chiarezza, quello che si può dire è che effettivamente dopo l'11 settembre... eh... c'è stato, com'è comprensibile, per un attacco che non aveva precedenti e... che è stato clamoroso e che ha cambiato la storia del mondo, non c'è stata, forse, la necessità di trasparenza del... a favore degli organi di informazione; questa è una cosa che possiamo e che dobbiamo dire. E se molte tesi, anche le più bilacche, quelle che paiono le più bislacche, sono potute fiorire, è anche perché non ci è stata quella sufficiente trasparenza che avrebbe permesso di scrivere non solo una storia ufficiale, ma una storia quasi unica di quello che è successo l'11 settembre. Io... mi devo fermare qui, per... eh... obiettivi motivi di tempo; voglio ringraziare assolutamente, ancora una volta: Massimo Mazzucco da Los Angeles, Paolo Attivissimo da Lugano...

ATTIVISSIMO: Grazie.

MAZZUCCO: Grazie a voi.

MENTANA: ...Franco Fracassi e Alessio Vinci, il capo della CNN italiana, e tutti voi. Io voglio dire però, che due collaboratori che sono con noi da nove mesi... eh... ci lasciano... Tommaso [stringe la mano]... dovrei andare fino da Laura che è laggiù in fondo... Ci vediamo a settembre. Noi invece... noi invece ci vediamo dopodomani. Buonanotte da Matrix!



[Fine ottava parte e fine puntata]